Libero logo

Ucraina: la marcia a Roma, preghiere e selfie con Yanukovich insanguinato

domenica 23 febbraio 2014
Ucraina: la marcia a Roma, preghiere e selfie con Yanukovich insanguinato

2' di lettura

Roma, 23 feb. (Adnkronos) - Catena di preghiere e selfie con la foto di Yanukovich insanguinato. Parte con queste immagini il corteo organizzato a Roma dalla comunità ucraina in Italia riunita a piazzale dell'Esquilino, dietro la basilica di Santa Maria Maggiore, per dire "basta morti, vogliamo vivere da cittadini liberi insieme all'Europa". Fiaccole alla mano e, in tanti casi, immagine di papa Francesco, il corteo di qualche centinaio di manifestanti ucraini si è dato appuntamento nella capitale per fare sentire la voce. "Oggi manifestiamo pacificamente contro l'ex presidente Yanukovich e contro tutti i criminali che hanno occupato il governo, affamando il popolo", proclamano. Tra bandiere ucraine e vessilli dell'Ue, i rappresentanti della comunità europea in marcia fino a porta San Giovanni ricordano i loro morti. Un gruppo di ucraine ha sistemato nel piazzale antistante la basilica un'immagine del presidente deposto al quale sono state simbolicamente insanguinate le mani con un rossetto. A turno un gruppo di donne fa a gara per aggiungere il colore che ricorda il sangue sull'immagine di Yanukovich. Scattano i selfie per immortalare l'immagine del presidente deposto insanguinato. Spiega Ivan Shkira, in Italia dal 1999 che ha lasciato moglie e figli in Ucraina in cerca di lavoro. "Per noi questa è una giornata di lutto. Ricordiamo i cento morti e i tantissimi feriti negli scontri. Noi non vogliamo stare con la Russia, vogliamo vivere da cittadini liberi insieme all'Europa". Il rappresentante della comunità ucraina in patria era professore in un istituto tecnico. Da ormai quindici anni fa il badante nella capitale. "Non avevamo più nulla. In Ucraina la corruzione è dilagante - spiega - e per il popolo non c'è nulla. Yanukovich ora è scappato ma noi continuiamo a vivere nella vergogna per quello che ha fatto. La speranza però non ci abbandona e siamo certi che gli assassini saranno trovati e assicurati alla giustizia".