Kabul, 22 lug. - (Adnkronos /Aki) - In Afghanistan e' 'guerra' contro i talent show. Dietro all'offensiva c'e' un parlamentare pashtun, Abdul Sattar Khawasi, che minaccia il "jihad contro questo tipo di spettacoli e programmi sui canali televisivi" afghani. Khawasi e' alla guida di una campagna che chiede una 'revisione' dei programmi messi in onda sulle reti afghane e ha assicurato, come si legge sul Telegraph, di aver ottenuto una "promessa" in tal senso dal ministero dell'Informazione. "L'ho gia' chiarito davanti alla Camera bassa del Parlamento (Wolesi Jirga): sto per lanciare un jihad contro questo tipo di spettacoli e programmi sui nostri canali televisivi", ha detto il deputato, convinto che in essi non vi sia nulla "che rappresenti la cultura e le tradizioni del nostro Paese". Khawasi, ex comandante dell'Alleanza del Nord originario della provincia di Parwan, e' noto per aver spesso denunciato in passato l"'invasione americana" dell'Afghanistan e per le sue dichiarazioni di fuoco contro le conversioni di musulmani al cristianesimo. In Afghanistan, dove per anni e' stata proibita qualsiasi forma di musica insieme al possesso degli apparecchi televisivi, i talent show -che seguono i format occidentali- sono molto popolari e tengono incollati davanti alla televisione milioni di persone. Oggi nel Paese sono 75 le reti televisive e 175 le radio in onda. I talent show -che hanno successo soprattutto tra i giovani che li seguono anche via YouTube come nel caso di 'Afghan Star', giunto lo scorso anno all'ottava edizione, e concepito sul modello di 'American Idol'- scatenano le ire dei conservatori. In passato 'Afghan Star' e' stato accusato di incoraggiare l"'immoralita"' in un Paese tradizionalista e devastato da anni di guerre. Quest'anno particolari critiche le ha attirate 'Voice of Afghanistan' e la cantante afghana Aryana Sayeed, nata a Kabul e poi trasferitasi a Londra, e' finita nel mirino dei conservatori per le sue scelte di abbigliamento e per la decisione di non indossare il velo.




