Lucido di coppale e tirato come una cera di Madame Tussauds, Vladimir Putin ha un’ambizione che coltiva da anni: trattare il corpo come la nave di Teseo, da rinnovare un pezzo alla volta purché l’identità (del comando) resti intatta. Che sia un investimento sulla vita o sul potere, lo zar ha stanziato nel dossier per la longevità “Nuove tecnologie per la preservazione della salute” 26 miliardi di dollari. Comprende, ha elencato il Wall Street Journal, terapie geniche contro l’invecchiamento cellulare, biostampa 3D di tessuti, xenotrapianti dentro mini-maiali allevati per essere compatibili con l’uomo, organi coltivati in laboratorio entro il 2030: l’immortalità trattata come un appalto pubblico.
Il piano, presentato al Paese nel 2024, promette di salvare 175mila vite entro fine decennio e il numero coincide, con dolorosa precisione, con alcune delle stime indipendenti dei caduti russi durante la guerra in Ucraina (secondo Mediazona, uno dei principali media dell’opposizione del Cremlino, è stata trovata conferma di 352mila morti dall’inizio dell’invasione, 7.147 quelli ufficiali). A dirigere il progetto sono due fedelissimi: la figlia di Putin, Maria Vorontsova, endocrinologa a capo dei programmi genetici di Stato, e Mikhail Kovalchuk, fisico, direttore del sovieticissimo Istituto di ricerca nucleare Kurchatov e fratello del banchiere amico personale del presidente. Kovalchuk, di suo, ha ammesso ai media russi che è «difficile parlare di immortalità, mala capacità di riparare l’uomo aumenterà senza dubbio».
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I miliardari della Silicon Valley - Jeff Bezos, Peter Thiel, Sam Altman – coltivano da tempo lo stesso sogno transumanista, malo fanno da consumatori: comprano tempo, finanziano laboratori, assumono gerontologi. Putin lo persegue da sovrano per cui fare una pernacchia all’orologio biologico è questione di sicurezza nazionale: se il corpo invecchia, lo Stato che gli è stato costruito intorno rischia di arrestarsi. La sua morte è l’unica minaccia che il regime non ha imparato a neutralizzare.
Su questa ossessione per la decadenza pesa una lunga tradizione russa. Nikolai Fëdorov, filosofo del cosmismo ottocentesco, credeva che il compito dell’umanità fosse la “causa comune”: sconfiggere la morte e resuscitare i padri tramite la scienza. Una mistica collettivista che Putin ha privatizzato a beneficio di un’élite settantenne le cui facce, da Kovalchuk a Patrushev, da Chemezov a Ushakov, si ripetono nelle foto da venticinque anni. Era già il sogno del Grande Inquisitore dei Fratelli Karamazov, dove il potere gestisce la felicità degli uomini al prezzo della libertà; il Cremlino di oggi vuole compiere il salto tecnologico e gestire la biologia al prezzo della successione politica.
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Nel 2018 Putin consigliò al cancelliere austriaco Sebastian Kurz una camera criogenica a -112, da praticare nudi. Vladimir Khavinson, soprannominato dai media russi «il gerontologo di Putin», somministrava al presidente peptidi derivati da tessuto di vitello e sosteneva, Bibbia alla mano, che l’uomo fosse destinato a vivere 120 anni: ne ha vissuti 77, è morto nel 2024. Alexander Ostrovskiy, pioniere russo della biostampa fuggito dopo l’aggressione a Kiev, ha liquidato la ricerca prodotta in patria: «Se non ci sono pubblicazioni, non ci sono risultati. Dicono a Putin ciò che vuole sentirsi dire per i finanziamenti». E, riferendosi alle sanzioni che hanno tagliato fuori la ricerca russa dall'Occidente, ha aggiunto: «È impossibile fare scienza in isolamento». Mentre il Cremlino stampa cartilagine umana e coltiva organi nei maialini, l’aspettativa di vita di un maschio russo è ferma a 68 anni: 10 meno di un americano, oltre 12 meno di un europeo occidentale. Longevità tecnologica per la corte, mortalità ordinaria per il Paese, in una galleria di autocrati russi che hanno tentato la stessa scorciatoia.
Negli anni Venti Alexander Bogdanov sperimentava trasfusioni ringiovanenti sotto lo sguardo di Lenin e morì a 55 anni; un decennio dopo Oleksandr Bogomolets convinse Stalin che l’uomo sarebbe arrivato a 150 anni, e ne campò 65. Putin oggi ne ha 73 e indossa un corpo invulnerabile: partite di hockey, caccia a torso nudo, bagni ghiacciati, tavoli sconfinati durante il Covid. I profeti della longevità russa sono morti tutti prima dell’obiettivo. Al paziente tocca maturare assieme ai frutti del suo investimento a nove zeri.




