Islamabad, 11 lug. - (Adnkronos/Aki) - "L'incompetenza e l'incapacita' dei servizi segreti pakistani, cosi' come la loro attitudine a lavorare al di fuori della legge, sono ben note ed erano gia' state documentate da giornalisti come Syed Saleem Shahzad", reporter di Aki-Adnkronos International e collaboratore de 'La Stampa' ucciso in circostanze misteriose non lontano da Islamabad nella notte del 29 maggio di due anni fa. Lo dicono ad Aki-Adnkronos International fonti pakistane coinvolte nel Rapporto Abbottabad, un documento di 336 pagine stilato da una commissione di inchiesta sul blitz Usa del maggio 2011 in cui fu ucciso l'ex capo dell'organizzazione terroristica al-Qaeda, il cui contenuto e' stato anticipato qualche giorno fa dall'emittente qatariota al-Jazeera. Il rapporto ha criticato duramente l'Inter-Services Intelligence (ISI), principale agenzia di spionaggio militare pakistana, che "ha assunto di fatto - secondo la fonte - il controllo di qualsiasi operazione antiterrorismo, senza alcuna autorita' legittima". La fonte ha sottolineato che "anche l'uccisione di Shahzad mostra la capacita' dell'agenzia di intelligence pakistana di rimanere al di la' della portata del sistema di giustizia penale del Paese". "Infatti - afferma la fonte - la commissione d'inchiesta per fare luce sull'omicidio di Shahzad e' stata archiviata senza che indicasse un colpevole".




