E se il peggio, a livello di giustizia svizzera, dovesse ancora venire? Se Jacques Moretti fosse riconosciuto colpevole ma, alla fine, i quindici giorni scarsi trascorsi nel carcere di Sion fossero i soli che il corso passerà dietro le sbarre? Non è fanta-malagiustizia, ma un’ipotesi concreta. Il proprietario di Le Constellation è accusato, con la moglie, di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Il massimo della pena previsto dalla legge vallese è tre anni. Il fatto che l’omicidio abbia riguardato non una persona bensì quarantuno ragazzi (sempre che il numero delle vittime non si alzi), e che le lesioni siano gravissime, comporta un aggravio di pena ridicolo, al massimo di un terzo, il che vorrebbe dire quattro anni e mezzo di condanna nella peggiore delle previsioni. Ma, grazie a una serie di circostanze personali e legate alla dinamica della tragedia, all’imprenditore-faccendiere corso potrebbe essere concesso di trascorrerli a casa, oppure rientrando in carcere soltanto la sera. L’elemento della colpa anziché della volontà nel delinquere incide peraltro anche sull’entità della sua responsabilità economica.
È per scongiurare questa beffa finale che gli avvocati italiani, fin dal primo momento, spingono per il dolo eventuale: non osservando le norme di sicurezza, dando ordine di chiudere a chiave l’uscita d’emergenza del seminterrato, incentiva nuovi particolari. Moretti ha ammesso davanti ai magistrati di essere stato multato dal Comune di Crans per essersi avvalso dieci anni fa, durante i lavori di ristrutturazione del locale andato a fuoco, di forza lavoro non messa in regola e non qualificata. È stato appurato anche che, durante un’ispezione del Comune nel 2016, l’esperto di sicurezza aveva individuato numerose carenze, ma nessuno ha dato seguito alle richieste di rimediare né si è preoccupato di verificare che esse venissero soddisfatte. Sempre gli esperti municipali della sicurezza avevano chiesto ai proprietari di limitare a non più di cento persone l’accesso al locale, ma è documentato che la notte di Capodanno la massima preoccupazione di Jessica Moretti fosse riempire Le Constellation per arrivare ai centomila euro di incasso, al punto che la donna sollecitava il personale a far entrare più ragazzi possibile.
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Nome e cognome: Béatrice Pilloud. Professione: procuratrice generale del Vallese. Compito: fare luce sulla strage...Sempre riguardo alla proprietaria, un video complicherebbe la sua situazione. Pare infatti che, contrariamente a quanto affermato dall’interessata, sia stata proprio lei a chiedere al personale di dare il via al rito delle fontanelle, allo scopo di ravvivare la serata e trattenere alcuni ragazzi, intenzionati ad andarsene. Jessica avrebbe organizzato un trenino festante che aveva come locomotiva Cyane, la ragazza con il casco fidanzata del figlioccio di Jacques, che sarebbe poi morta nel rogo, e come vagone di coda la proprietaria, intenta a riprendere. Quando si è accorta che il soffitto stava prendendo fuoco, la donna sarebbe risalita di corsa per le scale, senza che nessuno desse l’allarme e con la musica che continuava a suonare. Questo riportano in via confidenziale i legali di alcune vittime italiane. Chissà quante altre cose verranno fuori quando i ragazzi rimasti feriti nell’incendio potranno essere ascoltati dalla magistratura, sempre che l’ufficio della procuratrice Beatrice Pilloud intenda farlo. Di certo i tempi dell’inchiesta non si annunciano brevi, e forse questa è.




