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Epstein e il video delle torture: "Mi è piaciuto". Chi lo ha inviato, crolla tutto

mercoledì 11 febbraio 2026
Epstein e il video delle torture: "Mi è piaciuto". Chi lo ha inviato, crolla tutto

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Il sultano Ahmed bin Sulayem, uomo d'affari degli Emirati, ha ricevuto da Jeffrey Epstein una email in cui il pedofilo gli scriveva: "Mi è piaciuto il video di torture". A rivelare la presenza del sultano nei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia Usa è stato il deputato repubblicano Thomas Massie.

L'email risale al 25 aprile del 2009 e il nome del sultano è oscurato. "Un sultano sembra aver inviato" un video di torture: "Il Dipartimento di Giustizia dovrebbe renderlo pubblico", lamenta il deputato. A stretto giro è arrivata la replica del viceministro della Giustizia Todd Blanche: "L'indirizzo email è stato censurato. La legge richiede l'oscuramento delle informazioni personali identificabili, anche se contenute in un indirizzo email", ha messo in evidenza Blanche.

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Bin Sulayem è il presidente e amministratore delegato di DP World, colosso della logistica che vale miliardi di dollari e ha sede a Dubai. I rapporti fra Bin Sulayem ed Epstein appaiono stretti. Nel settembre 2015 il sultano ha scritto a Epstein di una ragazza. "Ha padre russo e madre cipriota. L'ho incontrata due anni fa e frequenta l'università americana a Dubai. Si è fidanzata ma ora è tornata con me. Il miglior sesso che abbia mai fatto, un corpo fantastico", ha scritto. 

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Epstein e il sultano bin Sulayem sono stati probabilmente presentati da Andrew Farkas, investitore immobiliare di New York e rampollo della famiglia che sta dietro ai centri commerciali Alexander. Nel 2007 Farkas scrisse a Epstein che il sultano avrebbe partecipato all'inaugurazione del nuovo porto che Farkas aveva costruito a St. Thomas, isola nei Caraibi vicino a quella del pedofilo. Allora bin Sulayem era alla guida di Dp World ma anche della sua casa madre, Dubai World. Epstein ha fatto incontrare bin Sulayem con Tom Pritzker, il miliardario erede degli hotel Hyatt, e ha cercato di fargli stringere un accordo con Les Wexner, il fondatore di L Brand ritenuto l'uomo chiave nella ricchezza di Epstein.