A una settimana dal linciaggio di Quentin Deranque a margine di una conferenza a Sciences Po Lione dell’eurodeputata della France insoumise (Lfi) Rima Hassan, sette delle undici persone arrestate per il loro coinvolgimento nell’agguato mortale sono state portate davanti aun giudice istruttore per la presentazione delle accuse formali e il loro trasferimento a un giudice delle libertà e della detenzione. Lo ha annunciato ieri durante una conferenza stampa il procuratore di Lione Thierry Dran: «Dal 12 febbraio, gli inquirenti hanno condotto numerose indagini per identificare con precisione le persone presenti sul luogo dei fatti». L’identificazione dei picchiatori di estrema sinistra che hanno strappato la vita a un ragazzo cattolico di 23 anni, “reo” di essere un militante di destra, rimane incompleta. «Ad oggi restano ancora diverse identificazioni da effettuare. Ma l’analisi delle testimonianze, dei dati scientifici e tecnici, e delle immagini delle telecamere di videosorveglianza ha comunque permesso di individuare il nucleo centrale dei sospetti», ha precisato il procuratore di Lione.
I sette che hanno partecipato attivamente al pestaggio hanno «un’età compresa tra i 20 e i 26 anni», ha aggiunto Dran e sono «per lo più studenti, impiegati nel settore privato, uno è disoccupato e uno, come sapete, è assistente parlamentare (Jacques-Élie Favrot, collaboratore del deputato Lfi Raphaël Arnault, il fondatore del gruppuscolo antifà Jeune Garde da cui provengo diversi autori del linciaggio, ndr). Alcuni appartengono ad associazioni e tre dichiarano di aver fatto parte odi essere vicini all’ultrasinistra». La procura ha chiesto che vengano tutti accusati di omicidio volontario e posti in custodia cautelare. I setti principali sospetti «negano l’intenzione omicida», ma alcuni hanno ammesso «di aver colpito Quentin Deranque e/o altre vittime», ha dichiarato il procuratore di Lione. Due di loro hanno precedenti penali: uno è stato condannato per «traffico di stupefacenti», l’altro, Jacques-Élie Favrot, è stato condannato per «furto» e «porto d’armi».
Quentin, fango di Macron su Meloni: "Se ognuno resta a casa sua, le pecore..."
Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni di non "com...In serata la procura di Lione ha annunciato che Favrot è stato incriminato per «complicità attraverso l’istigazione». Le altre quattro persone - tre uomini e una donna - fermate e interrogate con l’accusa di favoreggiamento sono state invece rilasciate. La donna è una madre originaria del dipartimento della Drôme, che aveva dato rifugio a uno dei picchiatori ricercati. Da Nuova Dehli, dove è in visita di Stato, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che nella Repubblica «non c’è spazio per i movimenti che adottano e legittimano la violenza», invitando gli «estremisti» a «fare pulizia» nelle loro fila. «Nulla può giustificare, né da una parte né dall’altra, l’azione violenta», ha aggiunto l’inquilino dell’Eliseo. Ma la sinistra radicale continua a fare la vittima. «Vedono un’occasione perfetta per distruggere Mélenchon (leader di Lfi). Vogliono far credere che sia lui ad avere le mani sporche di sangue. Lfi non ha alcuna responsabilità», ha dichiarato Nathalie Arthaud, portavoce di Lutte Ouvrière e alleata di Mélenchon.
Quentin, lezione di Meloni a Macron: "Solo un segno di vicinanza"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto alla premier italiana Giorgia Meloni di non "commentare" gli...«Raphaël Arnault non è il suo consigliere parlamentare, c’è una strumentalizzazione di quanto sta accadendo che è scandalosa», ha affermato Arthaud, che dimentica, o fa finta di dimenticare, che a fare entrare Arnault all’Assemblea nazionale è stato proprio Mélenchon. Secondo un sondaggio dell’istituto Odoxa pubblicato ieri dal Figaro, il 76% dei francesi ritiene che il Partito socialista e le altre formazioni della sinistra moderata non dovrebbero più stringere alleanze con Lfi, bensì creare un “cordone sanitario” per sbarrare la strada alle truppe mélenchoniste. Ma il sindaco di Lione Grégory Doucet, in quota ecologista, non sembra affatto d’accordo, e anzi ha chiesto di vietare la manifestazione per commemorare Quentin prevista sabato nella sua città. Il suo timore? «La paura della presenza di militanti dell’estrema destra». La solita sinistra, sempre pronta a scusare i “compagni che sbagliano”.




