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Cinque minuti, Reza Pahlavi sfida il regime: "Pronto a tornare in Iran"

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mercoledì 15 aprile 2026
Cinque minuti, Reza Pahlavi sfida il regime: "Pronto a tornare in Iran"

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"Adesso c'è un regime ferito che cerca vendetta contro la sua popolazione, ma anche contro i protagonisti coinvolti in questo scontro. Non solo sono molto deboli e sull'orlo del collasso, ma sono anche molto più pericolosi": Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran deposto dalla Rivoluzione islamica nel 1979, lo ha detto durante la trasmissione di Bruno Vespa, Cinque Minuti, in onda su Rai 1. "Ecco perché adesso abbiamo un'opportunità d'oro per liberarcene completamente, il popolo iraniano sta aspettando questa opportunità ma non può farcela da solo, serve un sostegno esterno e l'Europa deve svolgere un ruolo importante", ha aggiunto.

Parlando dell'attuale regime, poi, Pahlavi ha spiegato: "Questi guerrafondai hanno sostenuto il terrorismo e la guerra, ma il popolo iraniano è il primo a dire che non vuole questo regime: gli iraniani vogliono essere dei buoni vicini, vogliono essere partner del mondo libero". Dunque, ha rilanciato la sua candidatura per il ruolo di mediatore verso un nuovo assetto costituzionale nella repubblica islamica: "C'erano milioni di persone in piazza che inneggiavano il mio nome, il mio ritorno, mi esortavano a intervenire e a essere il leader della transizione - ha ricordato nell'intervista -. Penso che al momento la situazione mi consentirebbe di essere in grado di svolgere questo ruolo per loro: con questo sostegno sarei pronto anche a tornare in Iran nell'ultima fase di questa sollevazione per farlo dall'interno del Paese, se ci saranno le circostanze".

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Reza Pahlavi infine ha ribadito che "è in corso una guerra da parte del regime contro il suo popolo e non c'è stato nessun cessate-il-fuoco su questo: sono qui per parlare di quello che si aspetta il popolo iraniano dal mondo, intervenendo in nome delle prime vittime di questo regime perché siano soccorse. L'importanza dell'intervento militare è che dà un livello più equilibrato al popolo dell'Iran, che è stato massacrato nel numero di oltre 40mila vittime in una sola notte, con il regime che ha colpito la propria popolazione. L'importanza è continuare una campagna che ci dia una copertura aerea per proteggere i civili innocenti" ed evitare che siano "colpiti dalle forze sul campo, che il regime utilizza contro la sua popolazione".

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