I controlli di sicurezza antincendio nei bar e nei ristoranti non erano una priorità per il Comune di Crans-Montana, in cima alla lista c'erano le cliniche, le case private e gli alberghi. E la programmazione dei controlli sulla sicurezza era "deficitaria" e sono state "sottovalutate delle problematiche di prevenzione e sicurezza non solo a livello politico ma anche tecnico". È il senso delle dichiarazioni rese oggi agli inquirenti nell'indagine sul rogo di Crans-Montana dal testimone Benjamin Charpiot, attuale vice responsabile della sicurezza comunale. Lo ha riferito l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, il legale di parte civile di una ragazza italiana rimasta ferita.
"Dalla deposizione emerge la conferma di un quadro allarmante di sottovalutazione - ha spiegato ancora l'avvocato - La programmazione dei controlli era fortemente deficitaria e la preparazione tecnica del personale gravemente insufficiente. Abbiamo assistito, sostanzialmente, a un continuo scaricabarile tra gli indagati politici e tecnici e, soprattutto, è emersa una radicata carenza della cultura della prevenzione e della sicurezza. Charpiot ha inoltre ribadito che le istituzioni comunali, ma anche quelle cantonali, erano a conoscenza delle criticità e delle carenze relative allo svolgimento dei compiti demandati ai tecnici comunali in materia di applicazione delle normative antincendio".
Crans-Montana, l'orrore nel video: "Jessica calpestava i cadaveri"
Si chiama Jessica e se sembra cattiva, non è perché la disegnano così... La signora Morettì ...E ancora: "Ugualmente allarmante è poi la circostanza che, secondo quanto riferito dallo stesso Charpiot, le criticità emerse a Crans-Montana non rappresenterebbero un caso isolato, ma rifletterebbero problematiche diffuse anche in altri Comuni del Cantone".




