Giorgia Meloni ha utilizzato un’espressione in hindi per descrivere il legame tra India e Italia: Parishram. «Significa duro lavoro, impegno costante, significa fatica», ha sottolineato il presidente del Consiglio, «è una parola che mi dicono essere molto utilizzata in India e viene spesso usata in un proverbio altrettanto popolare: “Parishram safalta ki kunji hai”, che significa “il duro lavoro è la chiave del successo”.Ecco, noi siamo abituati a costruire così le nostre relazioni: con un duro lavoro che però, alla fine, diventa successo», ha aggiunto, dando così un’immagine precisa di un incontro con il primo ministro indiano Narendra Modi particolarmente ricco di risultati.
Il summit, a Villa Pamphilj, si è concretizzato con la presentazione del Piano d'azione strategico congiunto India-Italia 2025-2029 e con la firma di 15 accordi bilaterali che innalzano le relazioni tra India e Italia al rango di Partenariato strategico speciale. In un clima disteso anticipato da momenti anche esilaranti, Meloni e Modi hanno concordato di approfondire la cooperazione nei settori più disparati, a cominciare dal commercio e dagli investimenti nella tecnologia, nella difesa, nella blue economy, nella connettività e nell’istruzione.
Il premier indiano ha avuto modo di sottolineare che «grazie agli sforzi congiunti gli scambi commerciali bilaterali stanno rapidamente raggiungendo l’obiettivo di 20 miliardi di euro» (ora sono a 16,7 miliardi), che è l’obiettivo che Giorgia Meloni ha fissato entro il prossimo triennio. E che «più di 800 aziende italiane sono presenti in India e partecipano in modo attivo alla crescita». La leader italiana ha anche sottolineato che Italia e India sono determinate a portare avanti l’Imec, il corridoio infrastrutturale ed economico tra Europa, Medio Oriente e India, «un’iniziativa nata in ambito G20, nella quale crediamo entrambi molto, perché pensiamo che possa liberare un potenziale straordinario per il nostro commercio, per le nostre imprese e per le nostre relazioni», ma che mira anche a diversificare le rotte commerciali globali e a ridurre la dipendenza dalle infrastrutture guidate da Pechino.
Nelle dichiarazioni congiunte si legge che innovazione, scienza e tecnologia rappresentano «motori fondamentali» del partenariato. Tra i tanti accordi va sottolineata la creazione di Innovit India, un hub per l’innovazione situato nel Paese asiatico volto a rafforzare la cooperazione trai rispettivi ecosistemi dell’innovazione, in particolare in settori quali tecnofinanza, sanità, semiconduttori, logistica e catene di approvvigionamento, agritech, energia, calcolo quantistico e intelligenza artificiale.
Meloni e Modi hanno concordato l’importanza di riportare l’uomo al centro dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Italia e India hanno anche firmato un memorandum d’intesa sui minerali critici e un protocollo sulla cooperazione nel trasporto marittimo e nei porti. Tra gli altri accordi figurano un protocollo d’intesa sulla cooperazione bilaterale in agricoltura, uno tra la Autorità indiana per lo sviluppo dell’export di prodotti ittici e un protocollo d’intesa nel settore della medicina ayurvedica. Sul fronte della sicurezza finanziaria è stato siglato un accordo tra la Guardia di finanza e l’agenzia investigativa federale indiana, con l’obiettivo di contrastare i reati fiscali, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. I due governi hanno anche concordato di celebrare il 2027 come “Anno della cultura e del turismo tra India e Italia”.
Modi ha parlato di «possibilità illimitate di collaborazione fra di noi», e ha sottolineato che «quando due civiltà s’incontrano, i colloqui non sono soltanto limitati ai punti all’ordine del giorno, ma riflettono la profondità della storia, la visione del futuro». Meloni sui social ha definito l’incontro una «giornata storica per le relazioni tra le due nazioni» sottolineando il i tre business forum Italia-India avvenuti nell’ultimo anno e gli «oltre sette incontri che abbiamo avuto negli ultimi tre anni e mezzo durante cui è nata un’amicizia sincera». Di lui la premier ha detto anche di apprezzare la visione, il pragmatismo e la leadership, «oltre ovviamente al consenso che continua a mantenere trai suoi i cittadini dopo diversi anni di governo». La giornata, che si era aperta con l’incontro tra Modi e il presidente Mattarella al Quirinale, si è conclusa con la piantumazione del gelso nero donato dal primo ministro indiano e collocato nel giardino d’ingresso di Villa Pamphilj, davanti al Casino del Bel Respiro.




