È il giorno dopo l'annuncio dell’accordo raggiunto tra Iran e Usa, con tanto di firma digitale di Donald Trump, del suo vice J.D. Vance e dello speaker del Parlamento iraniano Ghalibaf. E a poche ore di distanza almeno tre petroliere e due navi mercantili iraniane hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato la revoca del blocco navale. Intanto i negoziati si avvicinano alla fase due. Fase che, per il capo della Casa Bianca, sarà "più semplice" rispetto al primo round che ha portato al recente Memorandum d'intesa e comprenderà discussioni tecniche sul programma nucleare iraniano, nonché aiuti finanziari per Teheran e dettagli sulla riapertura di Hormuz e in particolare sul giallo dei pedaggi.
Trump, si scatenerà l'inferno se Teheran si doterà di arma nucleare
"Si scatenerà l'inferno" sull'Iran se la Repubblica islamica dovesse acquisire un'arma nucleare. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un incontro con l'emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia. "L'unica cosa che conta davvero per me è che l'Iran non abbia mai un'arma nucleare", ha ribadito Trump.
Trump: mai preoccupato di un cambio di regime
Durante un incontro con l'emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non essersi "mai preoccupato di un cambio di regime" in Iran, sottolineando di "non credere nel cambio di regime, non funziona mai". "Ma supponiamo che ci sia un cambio di regime: il primo gruppo (di leader, ndr) è tutto morto, così come l’ultimo", ha aggiunto, "anche una parte del terzo. Oggi negoziamo con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate".
Usa: seconda fase dei negoziati sarà più semplice
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l'accordo annunciato con l'Iran "dovrebbe avere successo". Parlando da Evian, in Francia, dove partecipa al vertice del G7, Trump ha affermato di aspettarsi che i negoziati per raggiungere la seconda fase dell'accordo "saranno in realtà più facili".
Media Libano segnalano attacchi israeliani nel sud nonostante l'accordo
Nonostante l'avvertimento dell'Iran secondo cui la continuazione degli attacchi israeliani contro il Libano violerebbe l'accordo con gli Usa, l'agenzia di stampa statale libanese Nna riferisce questa mattina di un bombardamento di artiglieria israeliana contro la periferia di al-Rayhan, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale. Lo rilancia il Guardian, secondo cui la Nna ha anche riportato che un drone ha colpito un furgone nel distretto di Bint Jbeil, sempre nel Libano meridionale.
Araghchi, occupazione Israele in sud Libano viola accordo
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe dichiarato che la fine della guerra in Iran comporta la fine dell'occupazione israeliana del Libano e che il protrarsi dell’occupazione israeliana del Libano meridionale viola il memorandum d’intesa raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran. La televisione di Stato iraniana ha riportato le parole di Araghchi, pronunciate durante un briefing con i diplomatici stranieri. Non ha mandato in onda le dichiarazioni, ma le ha riportate in una grafica sullo schermo.
Hormuz, dubbi sulla questione dei pedaggi
Teheran non molla sui pedaggi da pagare per attraversare lo Stretto. Su questo però c'è una divergenza. Gli americani sostengono che la tassa è sospesa per i 60 giorni del negoziato e si aspettano che resti così. L'agenzia Fras scrive invece che "nella fase finale dei negoziati, il testo è stato corretto per sottolineare in modo chiaro ed esplicito la questione della sovranità di Iran e Oman. L'impiego del termine ‘servizi marittimi' significa che gli Usa hanno accettato che saranno pagati all'Iran".




