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Iran-Usa, "cosa c'è nel memorandum d'intesa": Hormuz, nucleare e sanzioni, tutti i punti

martedì 16 giugno 2026
Iran-Usa, "cosa c'è nel memorandum d'intesa": Hormuz, nucleare e sanzioni, tutti i punti

6' di lettura

È il giorno dopo l'annuncio dell’accordo raggiunto tra Iran e Usa, con tanto di firma digitale di Donald Trump, del suo vice J.D. Vance e dello speaker del Parlamento iraniano Ghalibaf. E a poche ore di distanza almeno tre petroliere e due navi mercantili iraniane hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato la revoca del blocco navale. Intanto i negoziati si avvicinano alla fase due. Fase che, per il capo della Casa Bianca, sarà "più semplice" rispetto al primo round che ha portato al recente Memorandum d'intesa e comprenderà discussioni tecniche sul programma nucleare iraniano, nonché aiuti finanziari per Teheran e dettagli sulla riapertura di Hormuz e in particolare sul giallo dei pedaggi.

Hormuz, nucleare e sanzioni, ecco il memorandum Usa-Iran - L'emittente televisiva Al Arabiya ha affermato di aver ottenuto una copia del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran che sarà firmato venerdì a Lucerna. Secondo il media saudita, il documento include la fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, la revoca del blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz e il ripristino del traffico marittimo da parte di Teheran "ai livelli prebellici" entro trenta giorni, tenendo conto dei tempi necessari per lo sminamento della via marittima. Il testo dell'accordo prevede inoltre che la Repubblica Islamica "non produrrà mai armi nucleari", mentre "il destino dell'uranio arricchito sarà affrontato adeguatamente" nei successivi negoziati tecnici. In attesa di questi ultimi, "l'Iran manterrà l'attuale status quo e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni". Da parte sua Washington, conferma Al Arabiya, "creerà un piano globale insieme ai partner regionali per la riabilitazione e lo sviluppo economico iraniano, garantendo un finanziamento da almeno 300 miliardi di dollari", attraverso un meccanismo che sarà formulato entro 60 giorni dalla firma. Previsto, inoltre, anche lo "sblocco dei beni iraniani congelati" e la concessione di "deroghe per le esportazioni di petrolio iraniano". Infine, in seguito alla firma del memorandum, "l'accordo finale sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". 

Circa 30 Paesi hanno aderito alla dichiarazione sul memorandum - Sono una trentina i Paesi che hanno aderito alla dichiarazione - inizialmente firmata da Italia, Francia, Germania e Regno Unito - che accoglie con favore l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, per porre fine al conflitto, aprendosi a una missione "strettamente difensiva" per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono fonti della Moncloa dopo l'adesione della Spagna. La dichiarazione si congratula con i due Paesi e con i mediatori coinvolti, fra cui Pakistan e Qatar, per "la svolta diplomatica", che rappresenta un'opportunità per ristabilire la stabilità regionale e stabilizzare l'economia mondiale. I firmatati invitano a concludere rapidamente i negoziati e ad attuare integralmente l'accordo, sottolineando che "la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz, con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni, è essenziale", dichiarandosi pronti a contribuire alla sicurezza dei traffici commerciali e alle operazioni di sminamento con una missione "strettamente difensiva e indipendente". Allo stesso tempo, i Paesi si dicono disposti a collaborare con Stati Uniti, Iran e Aiea e a sostenere un eventuale allentamento delle sanzioni in cambio di passi "chiari e verificabili" sul programma nucleare iraniano Alla dichiarazione hanno aderito anche Giappone, Canada, Australia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Dominicana, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Albania, Danimarca, Ungheria, Islanda, Lituania, Malta, Moldavia, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia e Romania. Fonti del governo iberico sottolineano la difesa del dialogo come "l'unica strada per uscire da questa crisi e affrontare le questioni che destabilizzano la regione". L'esecutivo "dà il benvenuto all'accordo e sta lavorando attivamente con i suoi partner per ottenere la pace e la stabilità". A tal fine, ha chiesto a tutte le parti il rispetto degli impegni assunti e di porre fine a questo conflitto "che ha una portata globale e un alto costo per Europa". Allo stesso tempo il governo riafferma il sostegno alla stabilità, sovranità e integrità territoriale del Libano e al rispetto del cessate il fuoco. 

Pakistan, 'raggiunto accordo Usa-Iran, venerdì la firma in Svizzera'
A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera". Lo annuncia su X il premier pachistano Shehbaz Sharif. 

Trump, "autorizzo l'apertura di Hormuz, che il petrolio scorra"
"L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l'apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra! Presidente DONALD J. TRUMP". E' quanto scrive Donald Trump in un post sul suo social Truth. 

Trump, si scatenerà l'inferno se Teheran si doterà di arma nucleare
"Si scatenerà l'inferno" sull'Iran se la Repubblica islamica dovesse acquisire un'arma nucleare. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un incontro con l'emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia. "L'unica cosa che conta davvero per me è che l'Iran non abbia mai un'arma nucleare", ha ribadito Trump.

Trump: mai preoccupato di un cambio di regime
Durante un incontro con l'emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non essersi "mai preoccupato di un cambio di regime" in Iran, sottolineando di "non credere nel cambio di regime, non funziona mai". "Ma supponiamo che ci sia un cambio di regime: il primo gruppo (di leader, ndr) è tutto morto, così come l’ultimo", ha aggiunto, "anche una parte del terzo. Oggi negoziamo con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate". 

Usa: seconda fase dei negoziati sarà più semplice
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l'accordo annunciato con l'Iran "dovrebbe avere successo". Parlando da Evian, in Francia, dove partecipa al vertice del G7, Trump ha affermato di aspettarsi che i negoziati per raggiungere la seconda fase dell'accordo "saranno in realtà più facili".

Media Libano segnalano attacchi israeliani nel sud nonostante l'accordo
Nonostante l'avvertimento dell'Iran secondo cui la continuazione degli attacchi israeliani contro il Libano violerebbe l'accordo con gli Usa, l'agenzia di stampa statale libanese Nna riferisce questa mattina di un bombardamento di artiglieria israeliana contro la periferia di al-Rayhan, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale. Lo rilancia il Guardian, secondo cui la Nna ha anche riportato che un drone ha colpito un furgone nel distretto di Bint Jbeil, sempre nel Libano meridionale. 

Araghchi, occupazione Israele in sud Libano viola accordo
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe dichiarato che la fine della guerra in Iran comporta la fine dell'occupazione israeliana del Libano e che il protrarsi dell’occupazione israeliana del Libano meridionale viola il memorandum d’intesa raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran. La televisione di Stato iraniana ha riportato le parole di Araghchi, pronunciate durante un briefing con i diplomatici stranieri. Non ha mandato in onda le dichiarazioni, ma le ha riportate in una grafica sullo schermo.

Hormuz, dubbi sulla questione dei pedaggi
Teheran non molla sui pedaggi da pagare per attraversare lo Stretto. Su questo però c'è una divergenza. Gli americani sostengono che la tassa è sospesa per i 60 giorni del negoziato e si aspettano che resti così. L'agenzia Fras scrive invece che "nella fase finale dei negoziati, il testo è stato corretto per sottolineare in modo chiaro ed esplicito la questione della sovranità di Iran e Oman. L'impiego del termine ‘servizi marittimi' significa che gli Usa hanno accettato che saranno pagati all'Iran".