L'Alta Corte ha confermato lo Ius Soli, respingendo l'ordine esecutivo di Donald Trump, ritenuto incostituzionale, che dichiarava che i bambini nati da persone che si trovano illegalmente o temporaneamente negli Stati Uniti non sono cittadini americani. I giudici si sono basati su un'interpretazione consolidata del XIV emendamento, adottato dopo la guerra civile, e sulle leggi federali più recenti per stabilire che chiunque sia nato nel Paese, con eccezioni molto limitate, è un cittadino. Le restrizioni imposte da Trump erano state bloccate da diversi tribunali di grado inferiore e non avevano avuto effetto in nessuna parte degli Stati Uniti. L'ordine esecutivo è stato bloccato con una votazione di 6 voti contro 3.
"La cittadinanza, ieri come oggi, è il diritto di avere diritti: quello di partecipare liberamente alla nostra comunità politica. Gli estensori del XIV Emendamento estesero tale promessa a "ogni persona nata libera in questa terra", ha scritto il Presidente della Corte Suprema John Roberts a nome della Corte, citando il dibattito parlamentare sull'emendamento. "Oggi manteniamo quella promessa". A differenza di gran parte del mondo, la cittadinanza basata sul luogo di nascita è una pratica diffusa in tutto il Nord, Centro e Sud America.
Quelli che... Trump sbaglia anche se aiuta chi sta male
Il 24 giugno due scosse hanno devastato il Venezuela: almeno 1.500 morti e un Paese che scava a mani nude. Da noi, per&o...Nel sostenere un'ampia interpretazione del principio della cittadinanza per nascita (birthright citizenship), la Corte ha respinto l'ordine esecutivo del Presidente Donald Trump che stabiliva che i figli di persone presenti negli Stati Uniti illegalmente o temporaneamente non fossero cittadini americani. Durante le udienze di aprile, sia i giudici conservatori che quelli liberali avevano messo in dubbio la legittimità del provvedimento, nel corso di un caso di grande rilevanza, reso ancora più eclatante dalla presenza senza precedenti di Trump in aula. Il giudice conservatore Brett Kavanaugh ha condiviso la decisione ma con una motivazione diversa, sostenendo che il decreto violasse anzitutto la legge federale sulla cittadinanza, senza ritenere necessario fondare la decisione sul XIV Emendamento.
Per Donald Trump, che aveva basato parte della propria campagna elettorale sul contrasto al "birth tourism", si tratta di un colpo durissimo. La Casa Bianca aveva sostenuto che il XIV Emendamento fosse stato pensato esclusivamente per garantire la cittadinanza agli ex schiavi dopo la Guerra civile e non ai figli degli immigrati. La Corte ha respinto questa interpretazione. Una decisione accolta con grande soddisfazione dai procuratori generali democratici. Rob Bonta, della California, ha parlato della conferma di "un principio fondamentale della democrazia americana", mentre Letitia James, di New York, ha definito lo ius soli "una garanzia costituzionale che definisce gli Stati Uniti da generazioni".




