In un discorso alla nazione di circa trenta minuti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato la Cina di aver violato il sistema elettorale americano nel 2020, acquisendo o rubando dati personali di 220 milioni di elettori.
Trump ha parlato della "più grave violazione al sistema elettorale nella storia" e dichiarato "compromesso" e "indifendibile" il sistema americano. Il presidente ha anche annunciato il rilascio di documenti che "provano" le sue accuse e sui quali si concentrerà l'attenzione dei media e degli esperti nei prossimi giorni. Le accuse di Trump, però, non appaiono al momento dettagliate: lo stesso presidente ha dichiarato che ordinerà all'intelligence e all'Fbi di indagare sulla Cina, un passaggio che farebbe supporre che al momento non c'è stata una indagine vera e propria.
Inoltre non è chiaro come Trump possa considerare violato un sistema per fermare lui ma che gli ha permesso di tornare alla Casa Bianca e ai repubblicani di conquistare la maggioranza alla Camera e al Senato. L'equazione suggerita da Trump, secondo cui la Cina avrebbe truccato il sistema per favorire i democratici e in particolare Joe Biden, non appare insomma immediatamente chiaro.
Trump ha parlato di "deep state", lo stato oscuro e complottista, ma riferendosi a un periodo in cui al comando a Washington c'era lui. L'intervento, però, sembra destinato a seminare sfiducia nelle elezioni americane, un messaggio forte a quattro mesi dalle elezioni per il rinnovo del Congresso in cui Trump rischia la sconfitta. L'appello del presidente rivolto al Congresso ad approvare il Save America Act, che richiede un documento di cittadinanza per votare, appare non chiaro, secondo quanto hanno dichiarato a caldo molti commentatori: se il sistema è compromesso e la Cina avrebbe i dati completi di milioni di elettori americani, anche il Save America potrebbe non essere sufficiente per cambiare le cose.
La rete conservatrice Fox News, che ha pagato 787 milioni di dollari per chiudere una causa per diffamazione relativa a false dichiarazioni sulle elezioni del 2020, ha adottato un approccio prudente nel riferire le affermazioni di Trump. Il conduttore serale Sean Hannity, sostenitore del presidente, ha detto che le dichiarazioni del presidente erano "piuttosto notevoli", ma ha evitato di avallare le sue accuse. "Sono sicuro che chiunque tenga alla verità vorrà esaminare tutto questo a fondo", ha aggiunto.
Silenzio invece da Abc, Nbc e Cnn: le principali emittenti televisive statunitensi hanno deciso di non trasmettere sui rispettivi canali principali il discorso alla nazione del presidente, limitandosi a seguirlo attraverso piattaforme streaming, aggiornamenti in diretta e analisi giornalistiche. La decisione ha suscitato le critiche della Casa Bianca e di esponenti repubblicani, che hanno accusato le reti di voler impedire al pubblico di ascoltare le dichiarazioni.




