Lo scorso 15 luglio a Ruhpolding, in Alta Baviera, un richiedente asilo afghano di 28 anni ha seminato il panico in una stazione ferroviaria. L’uomo, regolarmente presente sul territorio tedesco grazie al sistema di accoglienza, è stato protagonista di un’aggressione armata di coltello.Tutto è iniziato a bordo di un treno regionale durante un normale controllo biglietti. Senza titolo di viaggio, l’uomo ha spintonato una capotreno e, all’arrivo di un collega, ha estratto un coltello. Poco prima era stato sentito urlare al telefono, in tedesco, le parole “Germania” e “bambini”.
Una volta sceso alla stazione di Ruhpolding, ha iniziato a inseguire e minacciare diverse persone, con grida in arabo. Sul posto si trovavano numerosi bambini in età scolare. Le immagini pubblicate dal sito NIUS mostrano scene di vero terrore: bimbi che fuggono in preda al panico, tre dei quali sono rimasti feriti nella calca.
L’uomo ha poi tentato ripetutamente di colpire con il coltello due passanti, mancandoli di pochi centimetri. La polizia è intervenuta con un massiccio dispiegamento di forze, inclusi reparti speciali e polizia di frontiera, e ha arrestato l’afghano poco dopo nel parco cittadino senza che opponesse resistenza. Nel primo comunicato ufficiale, le autorità hanno minimizzato l’accaduto, parlando di un intervento di routine, sostenendo che “nessuno è rimasto ferito” e che non vi era pericolo per la popolazione. Hanno anche attivato un centro di assistenza nella palestra di una scuola elementare per le persone coinvolte o testimoni.




