Si riapre, semmai fosse chiuso, il capitolo dei rapporti tra Jeffrey Epstein e il mondo delle giovani donne dell’Est Europa. Come ricostruisce La Stampa, il 2 marzo 2018, giorno dell’uscita americana del film di spionaggio Red Sparrow, il finanziere condannato per pedofilia acquistò con una carta American Express quattro ingressi per il debutto del film. La pellicola, tratta dal libro dell’ex agente della Cia Jason Matthews, racconta la storia di una ballerina russa del Bolshoi reclutata nella “Sparrow School”, una scuola dei servizi di Mosca dove giovani donne vengono addestrate a utilizzare mente e corpo come strumenti di pressione e ricatto contro uomini occidentali.
Il giorno successivo alla proiezione, Epstein ordinò magliette e felpe con “colombe rosse”, i colori della bandiera americana e la scritta “Red Golbys”, traslitterazione della parola russa per colomba. In una mail all’amico Tom Pritzker definì quelle felpe “Red Sparrow” "medaglie al merito" per le sue ragazze, molte delle quali russe o dell’Est Europa. Secondo il libro dell’ex agente Cia Sean Wiswesser Tradecraft, Tactics and Dirty Tricks: Russian Intelligence and Putin’s Secret War le cosiddette scuole delle escort russe non sarebbero soltanto una trama cinematografica. L’autore, che ha passato lunghi anni in una stazione della Cia in un luogo secretato della Russia, sostiene che queste strutture abbiano continuato a esistere anche dopo la fine dell’Unione Sovietica e che le “swallows”, le rondini, rappresentino ancora oggi uno strumento della guerra ibrida di Mosca.
Ornella Muti e Naike Rivelli preferiscono la Russia di Putin
Ornella Muti e la figlia Naike Rivelli hanno presentato domanda per ottenere «la cittadinanza russa» e per s...Wiswesser cita proprio il romanzo di Matthews e la Scuola Statale 4, dove le donne venivano preparate allo “spionaggio sessuale”. “Non ho motivo di dubitare della veridicità di questa scuola”, scrive l’ex agente. Il metodo, spiega Wiswesser, sarebbe rimasto invariato dal Kgb al Svr, i servizi segreti esteri russi. “I nostri servizi segreti – si legge sempre su La Stampa – non sono certamente attrezzati al momento per affrontare questo livello di minaccia”. Nel libro viene citato anche il caso della spia russa “Violetta”, accusata di aver reclutato un marine americano a Mosca, e quello di Anna Chapman, figlia di un ufficiale del Kgb. Tra gli episodi ricordati anche quello di Maria Butina, entrata nei circuiti politici americani come attivista per il diritto alle armi. Un intreccio di seduzione, intelligence e potere che continua ad alimentare dubbi e interrogativi. Uno strumento, c'è da scommetterci, a cui il Cremlino e Vladimir Putin fanno ricorso...




