Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha presieduto questa mattina una riunione in videoconferenza con vari ministri incentrata sulla situazione a Ceuta dopo la crisi migratoria di fine luglio. Hanno partecipato il ministro dell'Economia, Carlos Cuerpo, il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, la ministra della Difesa, Margarita Robles, il ministro degli Interni, Fernando Grande-Marlaska, il ministro per la Politica territoriale, Ángel Víctor Torres, la ministra dell'Inclusione e delle Migrazioni, Elma Saiz, e la ministra della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego.
E' la seconda riunione in videoconferenza di Sánchez con i ministri dedicata a Ceuta dai fatti di fine luglio, dopo quella dello scorso 7 agosto. Nei giorni scorsi Sánchez era a Ceuta con Marlaska dove ha incontrato il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas.
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«Lo scontro sull’immigrazione potrebbe essere il tema dominante della campagna elettorale, insieme alla sicu...I rapporti con Vivas però non sono migliorati, anzi. Proproi il sindaco-presidente della exclave spagnola in Marocco ha alzato oggi il tono contro il governo socialista, dandogli un ultimatum di 30 giorni per "riportare la città autonoma alla normalità", minacciando in caso contrario di rivolgersi "al potere giudiziario".
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Una motovedetta della Guardia Civil, utilizzata a Ceuta per il controllo delle frontiere e il contrasto all’immigr..."Nei primi giorni di agosto il governo ha cercato di mascherare la realtà affermando di aver recuperato la normalità", ha accusato Vivas. "Poi c'è stata una passività quasi assoluta nell'adozione di misure per arrivare alla normalità", ha aggiunto, in una conferenza stampa, al termine di una riunione straordinaria del Consiglio di governo locale. Il presidente-sindaco del Pp ha anche evocato un possibile calcolo politico di Madrid nei rapporti con il Marocco: "Non disturbare il vicino per mantenere quelle che vengono considerate pseudo-buone relazioni", ha affermato, ipotizzando un piano "concepito dall'altra parte" della frontiera dell'exclave per "colpire successivamente Ceuta fino alla caduta definitiva di Ceuta".
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Se si votasse oggi in Spagna, l'attuale premier Pedro Sanchez subirebbe una sconfitta piuttosto pesante: lo dice l..."Spero che non sia questa la ragione. Lo dico di cuore", ha aggiunto. Vivas ha quindi annunciato l'intenzione di chiedere un incontro alla presidente del Tribunale Supremo e al presidente della Corte costituzionale: "Il potere giudiziario è la pietra angolare dello Stato di diritto. Ceuta vive in uno stato di eccezione", ha denunciato. "I ceutini non si arrenderanno", ha ripetuto, annunciando l'intenzione di rivolgersi anche alle Cortes generali, alle altre comunità autonome, alla federazione dei comuni e alle istituzioni europee. Il governo locale stima tra 8.000 e i 12.000 i migranti rimasti nell'exclave dagli ingressi in massa del 30 e 31 luglio scorsi - a fronte dei 5.000 stimati dall'esecutivo - in una situazione di estrema precarietà.




