La gestione della crisi senza precedenti di Ceuta pesa sul partito socialista spagnolo Psoe nei sondaggi. Se le elezioni politiche in Spagna si tenessero oggi, il partito del premier Pedro Sanchez crollerebbe a 101 deputati, 20 in meno rispetto a quelli ottenuti tre anni fa, e raccoglierebbe soltanto il 25,4% dei voti, con una diminuzione di oltre sei punti rispetto al risultato conseguito nel 2023. Al contrario, secondo l'ultimo sondaggio di Sigma Dos per El Mundo, il Pp, in misura minore, e soprattutto Vox trarrebbero vantaggio dal malcontento dei cittadini per il ritardo nell'adozione di misure riguardanti i 6.500 stranieri in situazione irregolare che rimangono nella città autonoma e per la strategia della Moncloa che esclude qualsiasi forma di responsabilità del Marocco nell'afflusso del 30 luglio.
Secondo il sondaggio il leader del Pp Alberto Núñez Feijóo, con 143 rappresentanti, e il leader di Vox Santiago Abascal, con 61, raggiungerebbero un'ampissima maggioranza assoluta, con 204 dei 350 seggi del Congresso. Dopo la ripresa registrata a marzo e maggio di quest'anno grazie alla spinta del movimento del 'No alla guerra in Iran', sottolinea El Mundo, da giugno i socialisti sono nuovamente entrati in una fase di calo, penalizzati dall'incriminazione dell'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero, accusato di appartenenza a un'organizzazione criminale, traffico di influenze, frode fiscale e contrabbando, nonché dai progressi nelle indagini sul caso Cloacas. Tuttavia, rileva il quotidiano spagnola, "è stata la risposta all'emergenza di Ceuta a far crollare definitivamente le intenzioni di voto nei confronti del partito: per la prima volta il Psoe scende sotto la soglia del 26%".
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Stop a Schengen con la Spagna per altri quindici giorni: lo ha deciso il governo di Giorgia Meloni, prolungando cos&igra...Secondo il sondaggio, realizzato tra il 20 e il 26 agosto, la soluzione migliore per il capo del Governo di fronte a questa situazione e alla pressione giudiziaria che circonda il suo entourage, che potrebbe aggravarsi ulteriormente con l'eventualità di un'imputazione del partito per finanziamento illecito, "sarebbe convocare nuove elezioni e lasciare spazio a un altro candidato (45,7%), dimettersi e affidare la guida della Moncloa a un altro esponente del partito (13,8%) oppure sottoporsi già al giudizio delle urne (9,3%). Questi scenari sono sostenuti anche, rispettivamente, dal 20,4%, 10% e 11,3% dei suoi stessi elettori". In altre parole, il 68,8% degli spagnoli e il 41,7% di coloro che lo avevano sostenuto tre anni fa ritengono ora che Sánchez dovrebbe dimettersi o convocare immediatamente nuove elezioni.




