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Cortona, la svolta anti-islam targata destra: vietato il burqa in Comune

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domenica 6 settembre 2026
Cortona, la svolta anti-islam targata destra: vietato il burqa in Comune

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Volto riconoscibile per accedere e permanere negli immobili destinati agli uffici pubblici comunali e per partecipare agli eventi pubblici organizzati in piazza. È quanto stabilisce una direttiva approvata dalla Giunta del Comune di CORTONA, in provincia di Arezzo, con la delibera numero 592 del 31 agosto 2026, su richiesta del sindaco Luciano Meoni. La disposizione si applica a chiunque acceda agli edifici comunali, dalla sede storica di piazza della Repubblica alle sedi distaccate nelle frazioni, a partire da Camucia. Il provvedimento vieta l'utilizzo di caschi protettivi, passamontagna, maschere, indumenti, copricapi o qualsiasi altro mezzo che impedisca o renda oggettivamente difficoltosa l'identificazione della persona. Sono previste deroghe per motivi sanitari o di servizio, come nel caso di dispositivi di protezione individuale richiesti dall'attività svolta. Anche in queste circostanze, tuttavia, la persona dovrà consentire temporaneamente la verifica dei propri connotati da parte dei soggetti autorizzati, con modalità rispettose della dignità e della riservatezza.

All'ingresso degli uffici comunali sarà inoltre collocata un'apposita segnaletica. La direttiva si richiama all'articolo 5 della legge numero 152 del 1975, la cosiddetta legge Reale, che vieta in luogo pubblico o aperto al pubblico l'uso di caschi o di altri mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento della persona, salvo che sussista un giustificato motivo. Secondo quanto spiegato dal sindaco Meoni, la giurisprudenza avrebbe posto limiti alla possibilità per i Comuni di adottare ordinanze che si limitino a ripetere sul territorio comunale un divieto già previsto dalla normativa nazionale. La scelta dell'amministrazione di Cortona è stata quindi quella di intervenire sull'accesso alle sedi comunali e sulla partecipazione alle manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune. Sul tema del velo integrale si è già espressa la giurisprudenza. Il Consiglio di Stato, con la sentenza numero 3076 del 2008, ha riconosciuto che motivazioni religiose o culturali possono rientrare nel concetto di ''giustificato motivo'' previsto dalla legge del 1975, fermo restando l'obbligo di garantire la possibilità di verificare l'identità della persona. 

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La formulazione della direttiva è generale e non fa riferimento esplicito a burqa o niqab. Tuttavia, il provvedimento ha rapidamente assunto sui social una connotazione legata soprattutto alla presenza di donne musulmane che indossano il velo integrale. Lo stesso Meoni ha riconosciuto che a Cortona i casi sono attualmente limitati, spiegando però che l'obiettivo dell'amministrazione è anche quello di prevenire possibili situazioni future. Il sindaco ha richiamato, in particolare, alcune lamentele raccolte a Camucia, frazione nella quale è concentrata la comunità islamica locale. La comunicazione della misura sui social è stata accompagnata da tre cartelli raffiguranti una persona con casco, una con passamontagna e una donna con il volto coperto dal velo. Il post ha raccolto oltre un centinaio di commenti, con una larga maggioranza di interventi favorevoli. Tra i sostenitori della direttiva sono stati citati il referente locale dei cosiddetti ''vannacciani'', Filippo Billi, e Cristiano Romani, leader aretino di Futuro Nazionale e vicino al generale Roberto Vannacci. Il provvedimento è stato così interpretato da alcuni come un avvicinamento alle posizioni di Vannacci, proprio mentre il generale continua a essere al centro del dibattito politico nazionale. Meoni ha respinto questa lettura, sostenendo che l'amministrazione agisce nell'interesse generale della comunità e ribadendo la propria collocazione civica. 

Meoni è stato infatti rieletto alla guida di una lista indipendente dopo che il centrodestra aveva scelto di non confermarlo al termine del primo mandato. Nella precedente tornata elettorale ha sconfitto sia il candidato ufficiale della coalizione moderata sia l'ex sindaco di centrosinistra Andrea Vignini. Una lettura politica che, tuttavia, non è stata accantonata. Romani ha definito Meoni ''un vero sindaco di destra, proveniente da un'autentica storia di destra'', alimentando il dibattito sull'identità politica dell'amministrazione cortonese. Il sindaco ha ribadito che la direttiva non avrebbe alcun intento di discriminazione religiosa. L'obiettivo, secondo Meoni, è garantire un principio di riconoscibilità e sicurezza nell'accesso agli spazi pubblici e durante le iniziative organizzate dal Comune. ''Non c'è alcun intento di discriminazione religiosa'', è la posizione sottolineata dal primo cittadino, secondo cui la misura rientra in una logica di ''civile convivenza'': chi entra in una sede pubblica o partecipa a un evento all'aperto, come un concerto o un comizio, deve poter essere riconosciuto, nel rispetto della normativa vigente.

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