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Putin, la mossa a tradimento il giorno dopo le elezioni: Russia sconvolta

venerdì 25 settembre 2026
Putin, la mossa a tradimento il giorno dopo le elezioni: Russia sconvolta

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Tempo di manovra finanziaria anche in Russia. Il ministero delle Finanze ha presentato la proposta di bilancio per il 2027 e le previsioni di spesa per i due anni successivi, con un deficit atteso, per i tre anni considerati, del 2% del pil l’anno (sulla base del prezzo del petrolio di 50 dollari a barile) e l’introduzione, a pochi giorni dalla chiusura delle urne per le elezioni legislative federali, di nuove tasse.

Tradendo la maggioranza del Paese che ha riconfermato il primato al suo partito Russia Unita, Vladimir Putin aumenta la tassazione dal 12-13%, a valori fino al 22%, determinati sui redditi non sulla fonte della tassazione - sui redditi passivi, quindi dividendi, interessi sui depositi bancari, introiti della vendita di immobili e proventi da trading. Saranno tassati del 30% anche gli extraprofitti, riconducibili all’aumento dei costi delle materie prime, delle società che operano nei settori minerario e metallurgico. Insomma, Mosca mette nel mirino oligarchi e redditi elevati.

«La standardizzazione proposta - così sono stati spiegati gli aumenti, ndr - non interesserà più del 6% della popolazione con redditi tassabili, vale a dire circa 4 milioni di persone». Saranno esenti da tasse su depositi fino a un milione di rubli, i reduci dal fronte ucraino. È stata introdotta anche una tassa del 22% sugli acquisti fatti online dall'estero. E per ogni acquisto di beni personali di valore fino a 200 euro inviato per posta dall'estero si dovranno versare cento rubli.

«È un bilancio definito per equilibrare. Consentirà al governo di adempiere ai suoi impegni - leggi le necessità militari di un Paese in guerra e sostegno sociale per i partecipanti all'operazione militare speciale e alle loro famiglie - e di mantenere la stabilità macroeconomica nel quadro di un qualsiasi cambiamento», ha dichiarato il ministro delle Finanze, Anton Siluanov. Il ministero delle Finanze è tenuto a presentare alla Duma di Stato la proposta di bilancio per l'anno successivo entro il primo ottobre. Quest'anno il deficit dovrebbe raggiungere il 3% del pil, quasi il doppio di quanto previsto e malgrado l’impennata dei prezzi di petrolio e gas.