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Islam, l'arcivescovo Liberati: "Si credono superiori ma io non sono loro schiavo"

di Giulio Bucchimartedì 31 ottobre 2017
1' di lettura

Porgere l'altra guancia sì, ma abbassare la testa all'Islam no. Monsignor Carlo Liberati, arcivescovo e Prelato emerito di Pompei, è uno degli uomini di Chiesa che "resistono" all'avanzata religiosa, culturale e demografica del mondo musulmano in Occidente, favorita da relativismo, buonismo progressista, secolarismo. Intervistato da La Fede Quotidiana, Monsignor Liberati spiega perché dobbiamo stare in allerta: "Nella loro visione del mondo - spiega Liberati - che non è ovviamente condivisibile, gli islamici credono, sono coerenti, e pregano. E allora questa situazione di decadenza morale dellw'Occidente li rende più forti e convinti. Assistiamo ad un lento processo di islamizzazione del nostro mondo e temo che, per via demografica, prima o poi saranno maggioranza". Quando questo avverrà "tutto si farà molto pericoloso. La storia del resto ci insegna che l'islam ha sempre cercato di sottomettere l'Occidente e di attaccarlo. La battaglia di Lepanto ne è un esempio. Spero che l'Occidente sappia reagire a questa offensiva islamica che ha la religione come sua motivazione". A chi invoca accoglienza e tolleranza, il vescovo di Pompei ribatte così: "Vogliono diritti? Bene, ma esistono doveri. Io non mi sento schiavo dell'islam e chiedo per lo meno la stessa pari dignità. Loro si credono superiori per natura e per la stessa indole vogliono comandare, sono tante volte arroganti".