«Essendo musulmana, decido di seguire la mia legge, la mia religione, che mi dice di mettere il velo. Il burqa non è obbligatorio, ma se io lo volessi mettere, il problema dov’è?». «Il problema è che è illegale in Italia!». «Lo so che è illegale, però siete proprio voi che non ci date libertà». Questo botta e risposta tra una ragazza di fede islamica e Paolo Del Debbio è il passaggio più surreale di tutto Dritto e rovescio, su Rete 4. Ma non l'unico momento acceso di una puntata assai vivace. Con Giovanni Donzelli in grande spolvero.
«Voi volete islamizzare l’Italia», attacca l’esponente di Fratelli d’Italia tra gli applausi del pubblico in studio, rivolgendosi a un altro ospite musulmano -. Se volete islamizzare la sinistra, fate pure. Ma non vi consentiremo di islamizzare l’Italia. Difenderemo la libertà delle donne, alla faccia delle femministe di sinistra». «La nostra religione non obbliga le bambine a mettere il burqa. Al massimo l’hijab, il velo col volto scoperto», replica il signore. «A me non piace - tuona allora Donzelli -. Io non voglio che una bambina di terza media sia costretta a mettere il velo».
Sala, "qualche classe o addirittura scuola dobbiamo chiuderla": tetto agli stranieri, scatta l'allarmismo
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala si dice preoccupato per la proposta del governo di mettere un tetto agli stranieri in...Sui bimbi stranieri nelle classi, il meloniano chiama in causa direttamente Simona Bonafè, deputata del Pd, che parla di razzismo: «Probabilmente fate tante filosofie, perché non avete quei figli che sono in classe con tutti gli altri stranieri, il tema è molto semplice. Nella scuola c'è anche altro, il governo Meloni ha stanziato 4,6 miliardi in stipendi, mense e servizi base, 12 miliardi di euro in edilizia scolastica, 2,7 miliardi aggiuntivi rispetto al PNRR, 37.430 assunzioni a tempo indeterminato di docenti. La dispersione scolastica è crollata al 7,3% quando, secondo l'Europa, doveva arrivare al 9% entro il 2030. Quindi serve anche altro, sì, e l'abbiamo fatto. Serve anche dare una risposta ai bambini italiani che non devono sentirsi stranieri nella propria classe».
«Il problema non è il bambino straniero - conclude il deputato di FdI -, ma voi avete pensato che si risolvessero i problemi vietando di festeggiare il Natale, festeggiando il ramadan e togliendo i crocifissi dalle scuole. Non è così che si fa integrazione, si fa difendendo la propria lingua, la propria identità, le proprie tradizioni, la propria cultura. E solo se si è forti della propria cultura ci si può confrontare con quella degli altri».




