Si aspettava un esercito in piazza contro Silvio Berlusconi, e invece sabato pomeriggio al Nazareno c'era solo "una cinquantina di patetici contestatori". E così Giuseppe Salomè, un po' nauseato, si è fatto largo tra le forze dell'ordine e ha tirato fuori dalle tasche due uova e le ha lanciate contro l'auto che trasportava il Cavaliere nella (sacra) sede del Pd. Pino è un "marxista indignato". E ha 85 anni. E' stato lui stesso a confessare l'eroico gesto in una lettera strappalacrime al Fatto quotidiano (qui la video-intervista). Uova contro Berlusconi: guarda le foto "Il Pd è finito" - Date a Cesare quel che è di Cesare, avrà pensato il pugnace Salomè leggendo le cronache la domenica mattina, davanti al caffè. E quando si è visto attribuire il lancio a qualche "truppa di Mascia", al "popolo Viola" o "altri gruppettini analoghi", l'anziano ha perso le staffe, ha preso carta e penna e ha scritto al quotidiano di Padellaro & Travaglio. "Sono l'autore del lancio delle due uova - spiega -. Sono convintamente marxista che dopo una vita di lotte per la sinistra di classe (F.G.S./Psdi; Psi; Pci; RC; Com.It), si ritrova senza un partito comunista". Tutto merito di "Craxi, Occhetto, D'Alema, Veltroni, Fassino, Violante e complici vari". Visto che "il Pd è finito" e la "disgustosa realtà" è stata aggravata dalla decisione del neosegretario Matteo Renzi di incontrare Berlusconi per trovare l'intesa sulla legge elettorale, Salomè è sceso in strada come ai bei vecchi tempi. "Contento di averlo fatto" - "Una profanazione, un insulto folle! - si lamenta il vecchio marxista - Mi è esplosa una tale rabbia, una tale indignazione che mi sono detto che dovevo esternarla in qualche modo". Quale idea migliore se non il lancio di uova? "Una cosa che non ho mai fatto in vita mia", ammette Pino, ma per Berlusconi questo e altro. "Mi sono messo quattro uova nelle tasche del cappotto e alle 15.30 ero al Nazareno, dove pensavo di trovare centinaia di compagni ferocemente incazzati, fronteggiati da centinaia di celerini". Ma i tempi sono cambiati, nonostante qualche "giapponese" non se ne sia reso conto. E coì quando Salomè si ritrova nei pressi del Nazareno la delusione è grande: "C'erano un centinaio scarso di carabinieri, con 4/5 pulmini; una cinquantina di patetici contestatori vocianti...". Quando il cordone di agenti si è aperto per far passare l'auto di Berlusconi, il comunista arzillo si è sfilato e con destrezza ha tirato le uova contro il vetro posteriore del mezzo. "Solo due perché sono stato bloccato - senza violenza - da un maresciallo che, guardandomi incredulo, mi ha detto: Ma che fa? Si fermi! Mi consegni un suo documento". Dopo una decina di minuti il carabiniere è tornato per riconsegnargli il documento, "scuotendo la testa". Lo stagionato ultrà antiberlusconiano è rimasto in piazza un altro paio di ore, invano. Ma la "delusione cosmica sull'assurda situazione italiana" non lo ha abbandonato. E per questo resta "in attesa delle conseguenze legali, restando più che mai contento di averlo fatto".




