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Toti, l'ex stagista che ha conquistato Berlusconi

Per il giornalistasi profila il ruolo di coordinatore unico o vicepresidente. Ma le gelosie sono tante...
di Nicoletta Orlandi Postidomenica 12 gennaio 2014
Toti, l'ex stagista che ha conquistato Berlusconi

2' di lettura

Da stagista di Paolo Liguori a Studio Aperto a delfino di Silvio Berlusconi. Era il 1996 quando Giovanni Toti entrò nell'azienda del Cav, oggi è direttore di due tg Mediaset e l'ospite fisso ad Arcore con l'incarico di essere l'occhio esterno del Cav  nelle beghe interne al partito, ma anche il rottamatore sullo stile di Renzi. Berlusconi rivela il retroscena di Amedeo La Mattina per la Stampa, pensa che Toti abbia quel "quid" che aveva negato ad Angelino Alfano ed è ovvio che stia scatenando la gelosia di chi in Forza Italia teme di passare nelle seconde e terze file di gradimento del leader. Tra questi il più agguerrito sembra Denis Verdini. Saggiamente Toti, giacche impeccabili e orologi Patek Philippe  minimizza: "Ma no, io e Denis siamo amici, ci facciamo grandi risate". Poi però non nasconde il suo ruolo da rottamatore: "Bisognerà lavorare di fioretto non di sciabola. E' ovvio ognuno tende a preservare la propria categoria di comando", ragiona Toti, "ma Forza Italia deve profumare di nuovo, deve continuare a essere competitiva". E ancora: "Se tutti rimangono attaccati alla zattera e vogliono mettersi al timone alla fine si va tutti a fondo". E per il Cavaliere la ribalta di un personaggio come Toti, che viene da fuori della politica, è funzionale a rimanere a galla e competere con un Matteo Renzi che fa da battistrada con nuovi linguaggi politici, stile e modo di stare di in tv. Anche a costo di sacrificare qualcuno.  A Berlusconi Toti, che può vantare la stima di Marina Berlusconi e Fedele Confalonieri e ha un gran feeling con Piersilvio, avrebbe detto di essere pronto ad assumere il ruono di coordinatore unico o vicepresidente di una "Forza Italia veramente rinnovata, che abbia un profilo moderato, non solo quello dei falchi". Ovviamente chi sente traballare la poltrona ha voluto dire la sua con una buona dose di veleno: "Il Cavaliere è fatto così: ti porta alle stelle e poi di getta nella polvere, vedi Alfano".  

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