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Milano Fashion Week, la sfilata di Re Giorgio Armani: La moda non deve stupire

di Giovanni Ruggierodomenica 27 settembre 2015
3' di lettura

Dopo le collezioni “sbagliate” e “scomposte” un po’ di sana normalità per Re Giorgio che ha sfilato oggi con la linea Emporio. Per Armani la moda non deve stupire. Anzi: "Non mi interessano gli errori nell’abito, tema caro agli stilisti di oggi. Preferisco la perfezione e la bellezza delle sovrapposizioni". I suoi completi leggeri e fluttuanti avvolgono il corpo delle modelle come fossero petali di tulle in un equilibrio di sfumature: dal rosa pallido al corallo fino alla cannella. Gli shorts arrivano al ginocchio e fanno da contraltare a giacche corte e molto femminili. Il tono su tono si interrompe lasciando il posto alle stampe a fiori. Le giovani donne di Emporio Armani scoprono un po’ le gambe e osano accessori come il foulard rigido annodato al collo e gli stivaletti dalla punta aperta. «E una collezione più ricca del solito», ammette Armani, sicuro che avrà un risultato di vendite. In passerella sfilano inediti caftani, pantaloni a vita alta ampi e chiusi in fondo da fibbie in pelle che avvolgono la gamba, stivaletti piatti a punta aperta con fiocchetti sui lati e ballerine trasparenti che velano il piede. Gli spolverini hanno motivi paisley, i pantaloni sono morbidi, gli abiti punteggiati di bagliori metallici in oro rosa, il top di pelle è a fiori tridimensionale e l’abitino tempestato di paillettes, la blusa è delicata come un petalo portata sui pantaloni diritti, i vestitini monospalla sono di veli di organza che cadono più lunghi sul dietro. Tutto deve essere in equilibrio, è la filosofia di Re Giorgio: . La giovane vestita Emporio non sarà una fashion victim ma è un donna che ha stile da vendere. Fa un omaggio al mondo del balletto Etro, tra body del  tutù, scarpette con i nastri e abito a portafoglio. Le modelle sfilano su una passerella in parquet antico, in un salone foderato di specchi come una sala prove. Tutto è morbido, rilassato, allungato: gli abiti plissè e quelli con la mantellina, i pantaloni svasati che toccano terra e il completo pigiama di raso ricamato. I top a brassiere si allungano in una gonnellina che cita i tutù, i body sono tutto un intreccio di nastri, che tornano a cingere la vita degli abiti lunghi con le maniche riprese al gomito. Scarpe basse: dalle ballerine con nastri e ricami di fiori agli stivali a guanto per danzare fino all'alba. E, a sopresa,  Etro rende floreale il suo amatissimo paisley. Bellissimo. Donatella Versace invece la butta in politica e spiega che solo una donna  determinata come la cancelliera tedesca Angela Merkel ("sicura e forte, ci vorrebbe anche in Italia una donna così") può destreggiarsi in questa giungla urbana  e affrontare le sfide metropolitane. Ecco spuntare in passerella le giacche-uniforme verde militare ( sfoderate e con la coulisse in vita): si portano con sandali altissimi. Verde militare anche per lo smoking tagliato a vivo con giacca sagomata, top a fascia dalle dimensioni minime e pantaloni ampi. Il verde torna nel giacchino bon ton bouclè in seta laminata con frange in chiffon abbinato alla gonna a tubo che si ferma al ginocchio con spacco profondo e alla blusa di doppio crepe di seta. Ai piedi scarpe con suola in gomma e listini che ricordano le cinture di sicurezza. La giungla esplode nel nuovo mix di stampe animalier fluo, vibranti di colore, che mescolano il manto della tigre con quello della zebra, fondendoli in un inedito camouflage nel completo pantalone e blusa. Daniela Mastromattei

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