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Milano Fashion week, in passerella Scervino, Marras, Bottega Veneta, Cavalli e Franchi

di Federica Scanodomenica 27 settembre 2015
5' di lettura

Non poteva mancare la First lady Agnese Renzi in prima fila alla sfilata di Ermanno Scervino, suo stilista di fiducia, in passerella oggi per la settimana della moda di Milano. La moglie del premier - in abito bordeaux in pizzo con borsa di pelle abbinata (tutto Scervino) ai piedi sandali neri col tacco alto - prima della sfilata è andata nel backstage per salutare  gli "amici"Toni ed Ermanno Scervino per poi sedersi accanto alla direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani che di recente ha espresso apprezzamenti sullo stile della First lady. In passerella la donna Scervino  ovviamente  si veste di pizzo, anche a strati accoppiati e sovrapposti, e diventa seducente e sensuale. Gli abiti lunghi in veli sovrapposti di chiffon e organza scivolano creando silhouette sinuose, ma ci  anche pratici spolverini dal taglio smoking. Maglie fatte a mano  oversize, con lavorazioni preziose, e camicette, anche queste abbondanti e dal taglio maschile. Ai piedi babbucce marocchine ricamate. Non c’è  il fondatore Roberto, né in prima fila né dietro le quinte, alla sfilata di Cavalli, ma aria di novità e freschezza a cominciare dallo stilista norvegese Peter Dundas, che per 7 anni è stato alla guida di Pucci e che ora deve traghettare nel futuro lo storico marchio fiorentino, per cui aveva già lavorato tra il 2002 e il 2005. La consegna del fondo Clessidra era chiara: «Non riposizionare il marchio, ma riaprire la finestra per far entrare modernità - spiega il nuovo ad del marchio, Renato Semerari - e aria nuova». Infatti, la collezione  «è più sportiva, libera, casual, categorie che volevo ritrovare per una sfilata più easy dove - racconta il biondo stilista - ho integrato lo sportswear con pezzi più sofisticati». Dundas prende qua e là dall’archivio storico e rende tutto attuale e giovane. Gli abiti di taffetà che sfiorano il pavimento continuano ad avere stampe animalier, ma sono sfumate per un effetto più soft; si portano con il bomber rosso a fiori o la marsina dalle maniche lunghissime e  con stivaletti bassi e  borsa da giorno di pelle intrecciata. Tanto jeans in passerella, come nella tradizione della maison, ma colorato e sbiancato. È un mix continuo di glam e sport, di street e di couture: gli abiti in pizzo hanno un mega fiocco in pelle, la blusa in pizzo nera si accoppia con i pantaloni in pelle rossa, la tuta seconda pelle ha inserti ricamati, l'abito rock si apre sui fianchi, segnati da anelli metallici, la stampa Pegaso con il cavallo alato si sfuma sulla maxi gonna in taffetà portata sulla mini di pelle. Una moda meno da red carpet e più in linea con quello che chiede il mercato oggi. Bottega Veneta porta la donna in alto mare per la prossima primavera estate con una collezione ispirata alla nautica, tra nodi e passanti, corde e termosaldature prese dal mondo delle barche e applicate ad  abiti al ginocchio molto chic. Ma anche da Bottega Veneta, come abbiamo visto in altre collezioni sono presenti  animalier e nuovo camouflage pixelato per longuette con micro pull a coste e zoccoli stile olandese, pantaloni stile jogging con giubbini patchwork, completi pantalone. E poi sfilano gli abiti ispirati al mondo della vela dove gli anelli metallici si sostituiscono a spalline e colletti e i tessuti croccanti sono pronti a essere gonfiati dal vento. Borse con inserti di corda  e  scarpe da vela in vernice con suola in gomma. Lontano dalle tendenze Antonio Marras che resta fedele alla sua  identità. Lo stilista sardo presenta una collezione tutta giocata sull’ornamento, tra stratificazioni, incrostazioni, sovrapposizioni di tessuti, pizzi, ricami, cuciture. I colori sono ossidati, come il bronzo e l'ottone, il piombo, l'oro, l'avorio, il sabbia, il grigio-verde, e il testa moro interrotti da esplosioni di bianco, turchese, porpora e giada brillante. I volumi un po’ maschili si ritrovano nei pantaloni ampi o nelle giacche doppiopetto. Gli abiti sono lunghi e sensuali e il rigore della camicia è arricchito da iperdecorazioni. Tra drappeggi, rouches e balze Antonio Marras ribadisce che «occorre l'eccesso, l'eccentricità contro il luogo comune, la banalità e l'uniformità». E’ una guerriera metropolitana la donna  di Elisabetta Franchi per la prossima estate. Agli shorts abbina  tronchetti laserati, all'abito con le frange di ecopelle sandali al ginocchio con le stringhe. <È una donna tosta ma femminile – dice la  stilista - che ama vestirsi di nero ma si diverte anche a giocare con grafismi e tocchi animalier>. Per lei abiti con trasparenze in tulle, pantaloni con intrecci, top con ricami metallici. E per la sera abiti di chiffon con fiori ricamati in paillettes. Geometrie, leggerezza  e trasparenze per Cividini per una collezione giocata sui toni caldi del cioccolato e cammello. Ma c’è anche un po’ di bianco e rosa. La soffice maglieria lavorata a mano è abbinata ad abitini e casacche con trasparenze studiate ad hoc. Ed è proprio la lavorazione artigianale il percorso su cui vuol continuare a lasciare la sua traccia Cividini, che ha cominciato alla fine degli anni '80 con il recupero delle tradizioni artigianali che avevano contraddistinto la realizzazione della maglieria italiana di qualità nel primo dopoguerra. Il debutto: Maryling ha presentato nel suo store di piazza Gae Aulenti la collezione ispirata alla pop star inglese Jessie J.. Lo stile è sport chic: mini-dress fatti di gonne plissettate e tessuti stretch che ricordano i completi delle tenniste; salopette in denim, crop top e minigonne, giacchine con stampe jungle e panta palazzo. Top strutturati si abbinano a gonne in seta lucida e liscia accesa da stampe al limite della stravaganza, mentre gli abiti jacquard puntano sul rosa come il top che lascia scoperta la schiena e dialoga con le pieghe della gonna. Un viaggio intorno al mondo quello di Hanita, brand italiano che piace molto all’estero:  parte da Positano  (forme misurate e colori del mare con i disegni che richiamano le preziose ceramiche della costiera Amalfitana) per andare a Ibiza (abiti lunghi e leggeri,  pizzi immacolati e  gilet di camoscio con le frange che rimandano al fascino dell’isola hippy) a Rio (stampe multicolor per abitini energetici, look frizzanti e sensuali influenzati dall’esplosiva voglia di vivere che si respira sulle spiagge di Ipanema e Copacabana). Un salto a Tokyo  per scoprire l’eleganza del rigore bianco e nero, stampe a ideogrammi per forme ispirate all’Oriente. Un viaggio in Arizona per la griffe Leitmotiv,  sia per l'uomo che per la donna, s’ispira a stampe dove la sabbia diventa lo sfondo di una natura fantastica nella quale sono protagonisti il cactus, il gorilla e il cavalluccio marino. Mentre dalle conchiglie sboccia una viola del pensiero su sfondo fucsia. La collezione comprende coloratissimi abiti lunghi, top con grandi ruches e gonne ampie con cactus ricamati in 3D, funghi e violette. Trasformato anche il logo-ricamo di Leitmotiv: il cervo ha le corna che diventano rami di alberi tra cui volano insetti e farfalline. Daniela Mastromattei

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