Roma, 15 ott. (Adnkronos) - "Ora non so che accadrà". Lo afferma all'Adnkronos l'avvocato Paolo Giachini, dopo aver spiegato di non aver mai autorizzato il via al rito funebre per Erich Priebke che avrebbe dovuto celebrarsi questo pomeriggio nell'Istituto San Pio X di Albano Laziale "perché i parenti e gli amici più stretti sono rimasti fuori". "Il figlio era qui ma non lo hanno fatto entrare, perché fuori c'erano persone che picchiavano chi provava a entrare", dice Giachini, che poi racconta: "La bara è stata tirata giù dal carro funebre solo dieci minuti fa. Ora è riposta in una stanza nella casa dei padri lefebvriani. Vediamo che succede". Insomma, ogni strada è ancora aperta. Una cosa sola è certa: "Non firmerò l'autorizzazione alla cremazione prima del funerale", assicura il legale. Giachini è profondamente amareggiato per quanto avvenuto oggi: "Ho rimesso il mandato da procuratore - spiega -, non sarò più io a occuparmi dei funerali, non sarò io l'interlocutore, perché il mio mandato era quello di far celebrare un rito cattolico con dignità e così non è stato".


