Palermo, 10 set. - (Adnkronos) - E' stata istituita in Sicilia un'unita' di crisi per contrastrare la diffusione del Blue Tongue virus. La malattia, veicolato da moscerini ematofagi del genere Culicoides, puo' provocare la morte dei piccoli ruminanti, ma non e' in alcun modo trasmissibile all'uomo. Oggi nella sede dell'assessorato regionale alla Salute a Palermo si e' tenuto un tavolo tecnico a cui hanno preso parte, oltre ai direttori dei Servizi veterinari delle Asp, Ugo Santucci, dirigente veterinario del ministero della Salute; Pietro Schembri, responsabile del servizio Sanita' veterinaria della Regione siciliana; Annalisa Guercio, direttore area Diagnostica virologica dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, e Giovanni Savini, virologo del Centro di referenza nazionale per la Blue Tongue, Izs dell'Abruzzo e del Molise. L'area considerata potenzialmente a rischio ha un'estensione di 20 chilometri ed e' situata tra le province di Palermo e Trapani. Per il momento i focolai certamente individuati sono due, un terzo, invece, e' ancora in fase di accertamento. Attorno a queste zone e' stato gia' istituito un "cordone di protezione" di 8 chilometri all'interno del quale e' vietata ogni tipo di movimentazione del bestiame. Inoltre, e' stato disposto il riposizionamento delle trappole (per catturare gli insetti vettori) e delle sentinelle (ovvero gli animali non vaccinati che vengono controllati periodicamente per verificare l'eventuale circolazione virale) allo scopo di evitare la diffusione dei focolai ed estinguere il virus nel minor tempo possibile. Il virus responsabile dell'infezione appartiene al sierotipo 1 e proviene probabilmente dalla Sardegna, dove e' comparso gia' nel 2012.


