Roma, 13 set. (Adnkronos) - L'Osservatore Romano ricorda i vent'anni dall'omicidio di don Pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia a Palermo. "Oggi il beato Puglisi viene additato dalla Chiesa come un martire della fede - rileva il quotidiano d'Oltretevere -. Non primariamente e soprattutto come modello per prendere le distanze dalla criminalita' e combatterla, ma quale emblema del modo straordinariamente ordinario di essere cristiano e prete e, per cio' stesso, voce inevitabilmente critica di qualunque comportamento che attenti violentemente al diritto alla vita e conculchi gli altri diritti fondamentali dell'essere umano. La sua morte, come tutte le altre morti di uomini giusti, invita a essere cristiani a pieno titolo, coerenti e credibili e non quelli che, per citare Henri de Lubac, usano la fede come anestetico". Il beato don Pino Puglisi fu vittima dell'odio, annota il quotidiano della Santa Sede: "ma perche', quel giorno di vent'anni fa, la mafia uccise un sacerdote? Per odio. Per odio verso la fede cristiana che quel prete incarnava. Puglisi ha subito un martirio per amore di Cristo e della Chiesa per aver esortato a coltivare valori umani e cristiani, quali la difesa dei deboli, l'educazione della gioventu', il rispetto della giustizia e della legalita', l'acquisizione di diritti fino a quel momento non garantiti dalla societa' civile: una scuola, un presidio sanitario, una casa. In definitiva, il suo martirio e' stato la conseguenza non ricercata di un'umile volonta' di quotidiana fedelta' al Signore e al compito da lui affidatogli".


