(Adnkronos) - I finanzieri hanno rilevato che, anche se per le attivita' commerciali non venivano presentate dichiarazioni fiscali oppure erano evidenziate delle perdite, i titolari, per giustificare la disponibilita' all'assunzione di personale straniero da far affluire in Italia, esibivano documenti falsi, attestanti, invece, floride posizioni reddituali. E ancora, gli indagati italiani, in cambio di denaro, erano disponibili a fornire, sempre solo formalmente, alloggi ove far risultare la residenza di stranieri che chiedevano di poter far entrare in Italia propri congiunti, da ospitare presso le residenze fantasma a Trieste. Gli indagati hanno inolte presentato documentazione falsa, attestante fittizie assunzioni per impiego domestico di stranieri che poi venivano, in larga parte, avviati al lavoro "nero", presso opifici manifatturieri ubicati in Toscana nelle zone di Prato e Firenze.


