(Adnkronos) - Nel contesto dei pittori fiorentini suoi coetanei e compagni, e rispetto ai suoi maestri Alessandro Allori e Santi di Tito, Commodi dimostra fin da molto giovane - in particolare per quanto riguarda la sua opera di disegnatore - un'indole sperimentale, indagatrice, fortemente anticonformista. Negli studi databili agli anni ottanta del Cinquecento, in cui l'artista comincia a confrontarsi con Michelangelo, e' presente, accanto al devoto omaggio verso il Maestro, una forzatura espressionista di quel medesimo omaggio. Piu' o meno in questi anni si collocano anche i famosi disegni tratti da modelli in posa, di incredibile novita' e modernita', che rompono con la tradizione accademica nella ricerca di una resa del vero spesso cruda e violenta nel segno ma anche a livello luministico. Si tratta di un fenomeno che, sul piano grafico, non trova paragoni nel suo tempo e che corrisponde a un vero e proprio azzeramento linguistico a fronte di una nuova espressivita'. Anche per quanto riguarda la sua produzione pittorica il Commodi, sebbene in modo assai meno evidente, persegue un progetto innovativo che lo distingue da quanto proponeva il panorama artistico della Roma di fine Cinquecento, prima che si rivelasse la rivoluzionaria presenza del Caravaggio. (segue)


