Roma, 17 mag. (Adnkronos) - "Penseremo a un gesto di riconciliazione su Pinelli, faremo una profonda riflessione sull'argomento". E' quanto promette il questore di Milano, Alessandro Marangoni, intervistato da 'Repubblica' a 40 anni dall'omicidio del commissario Luigi Calabresi e a oltre 42 anni dalla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, dopo un 'volo' dalla finestra della questura milanese, accusato ingiustamente per la bomba che determino' la strage di piazza Fontana a Milano. "Siamo lo Stato, io rappresento i 4.000 poliziotti di Miliano e la Polizia italiana ne conta 100.000 - premette Marangoni - quindi dobbiamo fare un ragionamento generale; ma lo faremo. Calabresi - spiega - per noi e' un eroe normale, un eroe moderno, che viveva nel quotidiano, in tempi in cui l'avversario era nemico e non voleva diventare eroe. Aveva fatto un giuramento: stare dalla parte dello Stato fino in fondo e senza cambiare tavolo da gioco. Ma fini' nel tritacarne politico". Per il questore di Milano, "il film di Giordana fa pensare, da' uno spaccato d'epoca; anche se si puo' discutere sul fatto che non renda per intero la figura di Calabresi o sulla teoria della doppia bomba. Mi dispiace che abbia riaperto ferite ma non bisogna avere paura della storia e avere l'animo sereno per leggere i fatti". Quanto alla Polizia, "siamo cresciuti, anche nel rapporto con la gente - assicura - Il terrorismo rimane un avversario insidioso, che non ci mette la faccia, che colpisce alle spalle, come Calabresi o come Adinolfi a Genova. Ma abbiamo enormi capacita' investigative e migliore accortezza di giudizio. Oggi la polziia e' molto piu' cauta: siamo piu' esperti e - osserva Marangoni - c'e' un altro contesto storico".


