(Adnkronos) - Il quartetto per pianoforte e archi di Mozart (violino, viola e violoncello) non e' stato mai particolarmente frequentato nella musica da camera. Anche Mozart lo ha trattato due sole volte: nell'ottobre del 1785 e nel novembre dell'anno successivo con il concerto KV 493 si svolge in un clima espressivo di gaia distensione, appena un poco solcata da qualche ombra nel larghetto centrale, come si conviene a un lavoro che tiene immediatamente dietro all'enorme esperienza di dialogo drammatico e di introspezione interiore fatta dal compositore con le "Nozze di Figaro". Giovanni Rota Rinaldi (1911-1979), noto come Nino Rota, e' associato alle colonne sonore di alcuni dei film piu' importanti della storia del cinema, da "Amarcord" a "Il Padrino", ad "Assassinio sul Nilo". Sono lavori talmente perfetti nel loro genere (gli hanno fruttato un Golden Globe per la migliore colonna sonora originale, un Oscar alla migliore colonna sonora e un David di Donatello) che hanno oscurato il grosso della sua produzione artistica che invece e' una produzione di tutto rispetto se si pensa che comprende 22 pezzi per pianoforte, una trentina di pezzi di musica da camera, numerosi brani di musica vocale, 24 pezzi per grande orchestra fra cui 4 sinfonie. Quando Brahms compose l'opera proposta, il 1860, si trovo' implicato nella battaglia fra i musicisti di Hannover, come il violinista Joachim, che vedevano in lui il difensore e quasi la vestale della grande tradizione tedesca, e i Neo Tedeschi di Weimar e di Lipsia, spalleggiati dall'autorevole rivista "Zeitschrift fur Musik" e stretti intorno a Liszt, testa di ponte con Berlioz e Wagner. In questo clima polemico Brahms dedico' gran parte dell'estate al Sestetto quasi per dimenticarne gli eccessi, anche personali, con i colleghi musicisti.


