Bari, 23 mag. (Adnkronos) - "L'azione della Dda di Lecce che ha portato alla luce un vasto giro legato allo sfruttamento della manodopera nelle campagne di Puglia e di altre regioni meridionali, rappresenta uno straordinario contributo all'affermazione della legalita', condizione essenziale per lo sviluppo del settore, ma anche dell'intera economia pugliese". Lo afferma il segretario regionale della Cgil Puglia, Giovanni Forte, a proposito dell'operazione dei carabinieri dei Ros di Lecce che stamane hanno arrestato 16 persone, componenti di una organizzazione transnazionale, con le accuse di associazione a delinquere, riduzione in schiavitu', sfruttamento del lavoro e favoreggiamento dell'ingresso clandestino di immigrati. "Troppo spazio - aggiunge - e' stato lasciato alle incursioni dei caporali che si contendono il mercato del lavoro in agricoltura con il complice sostegno di datori di lavoro senza scrupoli. Va dato merito alla magistratura di aver fatto emergere la responsabilita' diretta dell'impresa agricola che, fino ad oggi, troppo spesso era rimasta al riparo. Se prolifera il sistema dei caporali - prosegue Forte - e' perche' esistono imprese che vi fanno ricorso, rendendosi colpevoli dello sfruttamento dei lavoratori, della violazione dei diritti civili delle persone, della schiavizzazione dei lavoratori immigrati che nella loro condizione di debolezza vengono brutalmente sottomessi. Chi sostiene che la flessibilita' in entrata al lavoro sia la condizione per far crescere l'occupazione dovrebbe ricredersi". "A meno che non si pensi che lo sfruttamento e la riduzione in schiavitu' possano rientrare nei canoni della normalita'. Questa e' solo barbarie da scongiurare con vigore e con norme che la recidano alla radice. Per questo e' necessario che la strumentazione normativa per l'emersione concordata con la Regione Puglia sia resa pienamente operativa. Una strumentazione ingiustificatamente avversata dalle associazioni delle imprese agricole. Quelle stesse associazioni - sottolinea l'esponente sindacale - che l'estate scorsa in occasione della grande mobilitazione di Nardo' da cui e' partita l'azione della magistratura, arrivarono addirittura a disertare il tavolo convocato in Prefettura, dichiarando l'estraneita' dell'impresa ai fenomeni di sfruttamento del lavoro e della violazione dei diritti e della dignita' della persona". L'inchiesta e' stata coordinata dal procuratore della dda di Lecce Cataldo Motta e dal sostituto Elsa Valeria Mignone.


