Palermo, 24 mag. - (Adnkronos) - "La crisi finanziaria che dal 2008 ha messo in difficolta' le economie dei Paesi piu' avanzati e ha alimentato i profitti delle organizzazioni criminali si e' sviluppata attraverso tre canali principali: la stretta creditizia delle banche in conseguenza della crisi finanziaria attuale; l'evoluzione territoriale delle organizzazioni criminali italiane; il terzo flusso di risorse proviene direttamente dagli imprenditori". Lo ha detto l'assessore regionale per l'Istruzione e la Formazione professionale della Sicilia, Mario Centorrino, nel suo intervento al convegno 'Crisi di impresa ed Economia criminale', che si e' svolto oggi alla facolta' di Economia dell'Universita' di Messina. Secondo Centorrino, "se in passato l'impresa criminale era una diretta espressione dell'organizzazione mafiosa, adesso sta emergendo un nuovo modello di impresa che sceglie di diventare criminale per potersi permettere una concorrenza sleale e, quindi, elevate rendite. Il principio che tutto e' lecito e' passato pericolosamente negli ultimi anni in tutti i settori dal giornalismo alla finanza, dalla politica all'economia. I dati sulla corruzione denunciati dalla Corte dei Conti (60 miliari di euro nel 2011) e la difficolta' di arginarla con appropriati interventi legislativi ne sono la dimostrazione piu' evidente. In questo humus sociale e culturale - ha concluso - trovano facilita' di azione le organizzazioni criminali per estendere i loro interessi. E forse passa anche da qui il rimedio per un contrasto efficace all'economia criminale". Alla tavola rotonda hanno partecipato, tra gli altri, i magistrati Antonio D'Amato e Giuseppe Minutoli, il preside della facolta' di Economia, Giovanni Moschella, il docente di Economia aziendale, Francesco Vermiglio, il giornalista Antonio Siracusano.


