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La crisi è del Pd. Vendola: "Pronto a essere leader"

Nichi proverà a far le scarpe a Bersani, che replica: "Voto? Da irresponsabili"
di Giulio Bucchidomenica 19 dicembre 2010
2' di lettura

Mentre alla Camera si decideva il destino del governo Berlusconi, Nichi Vendola celebrava la sconfitta del Partito Democratico. "Se si andrà alle urne, sono pronto a essere il leader del centrosinistra", ha detto il governatore della Puglia ai microfoni di La7. "Credo che la conta parlamentare sia ormai un fatto formale - ha proseguito -. Che ci sia una maggioranza risicata o che non ci sia, non muta la sostanza politica: il centrodestra che ha vinto le elezioni oggi non c`è più, siamo in un`altra stagione politica e il centrosinistra dovrebbe accorgersi che la sfiducia a Berlusconi e al suo governo è stata data dal Paese, per cui dovrebbe chiedere la possibilità di cambiare le regole del gioco, perché la legge elettorale non è riuscita neanche a garantire la stabilità di governo". Una mazzata a Berlusconi e una a Pier Luigi Bersani. Ma chi potrebbe risentirne di più è proprio il segretario del Pd alle eventuale, future primarie. BERSANI - Bersani, però, preferisce parlare di Berlusconi e del voto di fiducia. "Non cambia nulla, il governo così non ce la fa. La crisi politica esce drammatizzata". A chi chiede se il Pd non abbia sbagliato ad "allearsi" con Udc e Fli, il segretario risponde: "Abbiamo ottenuto il massimo che potevamo. La maggioranza aveva 60, 70 voti in più, oggi ne ha soltanto 3 in più". Anche per questo, la vittoria di Berlusconi "è una vittoria di Pirro. Siamo al governo Scilipoti-Razzi. Evidentemente si è verificata una vicenda totalmente scandalosa di compravendita di voti, che consegna al Paese un governo più debole e un'opposizione più ampia". Ora non resta che continuare "un'opposizione fermissima e dura" in Parlamento, perché "per un Paese nei guai, pensare al voto è da irresponsabili. Non c'è da cambiare una virgola su questo rispetto a lunedì".

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