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Vallettopoli: Corona prosciolto a Potenza

Il Gup: il fatto non sussiste. Smontato il teorema Woodcock
di Michela Ravalicosabato 23 gennaio 2010
1' di lettura

Fabrizio Corona strappa la prima vittoria contro la giustizia nell'ambito di Vallettopoli. Il gup di Potenza, Luigi Barrella, ha disposto il non luogo a procedere nell'inchiesta sulle foto-ricatto perché il fatto non sussiste. La cosiddetta inchiesta "Vallettopoli" era partita da Potenza nel 2007 con gli arresti richiesti ed ottenuti dal pm Henry John Woodcock (ora in servizio a Napoli) dello stesso Corona e di altri indagati. Al re del gossip, che a Milano nei mesi scorsi è stato condannato a 3 anni e 8 mesi per estorsione e tentata estorsione ai danni di vip come i calciatori Coco e Adriano e il motociclista Marco Melandri, la Procura potentina contestava il reato di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione e allo sfruttamento della prostituzione. Soddisfatto il fotografo dei vip. "Finalmente comincia a farsi giustizia, ora ne vedrete delle belle...» ha commentato alle agenzie Corona. E poi avverte "Entro dieci giorni mi toglierò dalle scarpe tanti di quei sassolini che dovrete tremare».   Il filone milanese di Vallettopoli - Intanto entra nel vivo la nuova inchiesta coordinata dal Pm di Milano Frank Di Maio, avviata su presunti foto-ricatti ai danni di vip. Di Maio ha ascoltato Corona martedì in qualità di testimone-imputato di procedimento. Mercoledì ha in programma l’audizione di tre fotografi che verranno sentiti in veste di testimoni, tra i quali Max Scarfone. Corona si è presentato al Pm spontaneamente insieme al suo avvocato Giuseppe Lucibello, per raccontare al magistrato alcuni foto-ricatti effettuati da agenzie concorrenti alla sua nel mondo del gossip.