"Non emergono profili penalmente rilevanti". È questa, allo stato, la conclusione a cui sono giunti i pm di Roma sulla vicenda del software informatico Ecm, installato su circa 40mila computer dell’amministrazione della giustizia.
Nei mesi scorsi la Procura ha aperto un fascicolo a modello 45, senza indagati né ipotesi di reato, per svolgere accertamenti preliminari sul sistema informatico. Le verifiche immediatamente disposte, in particolare sul rischio di vulnerabilità informatica, non avrebbero evidenziato elementi tali da configurare violazioni di rilievo penale. La mancanza di conseguenze giudiziarie non ha però spento le polemiche, alimentate dalle rivelazioni andate in onda su Report e dalle dichiarazioni di Aldo Tirone, giudice del Tribunale di Alessandria. Il magistrato ha confermato di essere venuto a conoscenza delle funzionalità del software grazie alle "confidenze" di un tecnico informatico, che gli avrebbe parlato di un sistema capace di consentire forme di controllo remoto dei computer, all’insaputa degli utenti. Lo "scoop" lanciato dall'ultima puntata della trasmissione d'inchiesta di Rai 3 condotto da Sigfrido Ranucci, insomma, risulta decisamente depotenziato. Nonostante questo, però, diventa subito materiale da polemica politica.
Luca Barbareschi, bordate contro Sigfrido Ranucci: "Finto eroe, finirà nel nulla"
"La differenza tra me e Ranucci è che io faccio una trasmissione aspirazionale, divertente e culturale. Lui ..."Apertura urgente di una pratica volta a verificare quali siano stati e siano attualmente i presidi di sicurezza adottati al fine di scongiurare il rischio di accessi anonimi e illeciti alle postazioni di lavoro dei magistrati e del personale di cancelleria": è la richiesta, con documento depositato al Comitato di presidenza di Palazzo Bachelet, di 12 consiglieri del Csm - i 6 rappresentanti del gruppo di Area, la togata di Md Domenica Miele, i togati indipendenti Fontana e Mirenda, e i laici Ernesto Carbone (Iv), Papa (M5s) e Romboli (Pd) - in relazione alla notizia "divulgata da numerosi organi di informazione, secondo la quale il programma informatico Ecm, installato nei personal computer distribuiti dal ministero della Giustizia agli operatori giudiziari, tra cui i magistrati, consentirebbe - scrivono i consiglieri firmatari - la possibilità di accedere da remoto, all'insaputa dell'utente e senza lasciare tracce dell'accesso, anche a qualsiasi soggetto con permesso di amministratore".
Magistrati spiati? Carlo Nordio contro Serracchiani: "Accuse gravissime, è un reato"
Debora Serracchiani accusa e Carlo Nordio risponde. D'altronde le affermazioni dem sono "gravissime", come..."I contorni della vicenda del rischio spionaggio ai danni dei magistrati sono sempre più inquietanti. Il ministro Nordio non si può nascondere dietro dichiarazioni false: la prova c’è ed è reale", spiega Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi Sinistra. "Vogliamo sapere con la massima urgenza se - prosegue la deputata rossoverde della commissione Antimafia - siano stati avviati i controlli necessari relativi all’installazione dei software Ecm sui computer dell'amministrazione giudiziaria italiana, se si stia procedendo a rimuovere lo stesso software spia e se ulteriori verifiche sono state avviate anche sui computer di tutte le altre articolazioni sensibili dello Stato, come la Commissione Antimafia e l’Agenzie delle Entrate. Siamo di fronte a un gravissimo pericolo di sorveglianza illegale che mina in maniera inquietante l’indipendenza della magistratura di questo Paese. Abbiamo depositato un’interrogazione urgente al ministro Nordio: ci dica ora cosa sa e cosa intenda fare".




