Caos e dissidi interni tra le toghe dopo il referendum sulla giustizia in cui ha prevalso il No alla riforma Nordio. In particolare, ci sarebbe aria da resa dei conti da parte di alcuni magistrati sostenitori del No nei confronti dei colleghi che invece si erano schierati col Sì durante la campagna referendaria. Ad aprire le danze in tal senso il magistrato milanese Luca Poniz, ex presidente dell’Anm, che ha attaccato in maniera diretta gli avvocati per il Sì: "Esce travolta un’intera classe dirigente dell’avvocatura impegnata in una irresponsabile campagna violenta di delegittimazione della magistratura, in ciò spesso alleata con le posizioni più estreme e non di rado volgari. Quale che sia il destino delle camere penali è un problema che riguarda loro. Se esistesse anche un minimo di sensibilità istituzionale domani stesso ci si attenderebbero dimissioni da parte di chi ha speso impropriamente ruoli di rappresentanza", ha scritto in un post sui social.
Ancora più duro il giudice di Cassazione Francesco Agnino, che su Facebook ha scritto: "Mi rivolgo ad alcuni avvocati e colleghi che hanno sostenuto il Sì, dal mio angolo privilegiato della Corte di Cassazione, vi invito ad abbandonare la toga, non perché avete sostenuto legittimamente il Sì, ma perché ho letto di vostri ricorsi o sentenze e l’aggettivo che meglio si attaglia è IMBARAZZANTI. Il diritto e in alcuni casi la lingua italiana scorrono paralleli ai vostri scritti imbarazzanti. Solo per questo dovreste dimettervi o cancellarvi dall’ordine. E adesso è giusto togliersi qualche sassolino dalle scarpe". Parole che hanno scatenato una forte polemica e il successivo post di scuse di Agnino.
Referendum, se si votasse oggi? Il report dell'Istituto Cattaneo sbriciola la sinistra
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si è chiuso con la vittoria del No (53,74% contro 46,2...Secondo quanto riportato dal Tempo, poi, in alcune chat filo Csm un togato avrebbe scritto che ai rappresentanti di lista con la spilla del Sì nei seggi sarebbe "da spararli subito". Grammatica italiana a parte, emerge un tono violento che sicuramente non ci si aspetta da un magistrato. Purtroppo, però, non si tratterebbe di un caso isolato: un'altra magistrata, per esempio, avrebbe scritto "questi grandissimi cornuti". Intanto, dalle Camere Penali il presidente Francesco Petrelli ha richiamato l’Anm "alla responsabilità e al senso della misura".





