Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha revocato l'esecuzione della pena per l'ex consigliera regionale Nicole Minetti, che ha ricevuto la grazia dal presidente della Repubblica per via, tra le altre cose, di una sua particolare situazione familiare. La decisione del tribunale, che dopo l'udienza di venerdì 12 giugno si era riservato, è stata comunicata poco fa agli avvocati di Minetti, Pasquale Pantano e Antonella Calcaterra. Con un provvedimento di poche righe i giudici hanno "preso atto" che è intervenuto il provvedimento di clemenza del capo dello Stato e ha quindi disposto il "non luogo a deliberare" sulla domanda di affidamento.
Minetti si vede dunque "sospesa" la misura alternativa rispetto alle due condanne: i 2 anni e 10 mesi per il processo 'Ruby bis' dove era accusata di favoreggiamento della prostituzione, e un anno e un mese per 'Rimborsopoli' dove l'ex consigliera regionale lombarda doveva rispondere di peculato. Se Minetti non commetterà reati nei prossimi cinque anni la pena si estingue. A inizio del 2025, l'ex igienista dentale ha presentato un'istanza di grazia al capo dello Stato motivata dalla necessità di assistere il figlio adottivo in Uruguay affetto da gravi problemi di salute.
Nicole Minetti, il surreale piagnisteo di Marco Travaglio: "Nessuna solidarietà..."
Ora Marco Travaglio lamenta la mancata "vicinanza" al suo quotidiano. "La gara di solidarietà dell...L'atto di clemenza concesso da Sergio Mattarella lo scorso 18 febbraio per motivi umanitari, era stato messo in dubbio dal Fatto Quotidiano. Dopo le recenti verifiche da parte della Procura generale di Milano che hanno bollato come "falsi" gli scoop, il Quirinale ha confermato il parere favorevole. Arriva dunque la parola fine sul caso giudiziario.




