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Servizi di intelligence: "In Italia allarme alto, ecco dove possono colpire i terroristi"

Ignazio Stagno
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Dopo la decapitazione di James Foley e il rapimento delle due ragazze italiane volontarie in Siria, è allerta terrorismo in Italia. Secondo i servizi di intelligence nel nostro paese il rischio di attacchi è "alto". Così adesso i servizi segreti cominciano ad avviare alcune procedure per evitare che la Jihad possa sbarcare in Italia. L'allerta massima per noi è scattata almeno due settimane fa" rivela una fonte della nostra intelligence interna all'Huffington Post. "Il rischio è alto da quando l'Europa ha deciso di dare appoggio militare ai peshmerga. Molto prima, quindi, della decapitazione del giornalista americano. La situazione è pesante soprattutto per il rischio reduci, i combattenti nell'esercito dell'Isis che hanno passaporto comunitario".  Cosa fare - L'esperienza consiglia prudenza e riservatezza come afferma chiaramente la circolare inviata due giorni fa dal Dipartimento della pubblica sicurezza a questori e prefetti con cui si invita a "monitorare e alzare il livello di guardia per tutti gli obiettivi sensibili". A cui si aggiunge, si fa notare, "la Chiesa cattolica per via della coraggiosa e chiara presa di posizione di Papa Francesco nei confronti della guerra in Iraq". Dove possono colpire - La lista degli obiettivi sensibili è nota: sedi istituzionali, ambasciate e consolati dei paesi più teoricamente esposti a rischio, luoghi di culto, aeroporti, porti, stazioni e luoghi in genere molto frequentati dal pubblico. A cui si aggiunge il fenomeno delicatissimo dei foreign fighters. "Il fenomeno dei giovani occidentali di origini musulmane arruolati sui fronti della jihad è in crescita" spiega Lamberto Giannini, direttore del Servizio centrale antiterrorismo della Polizia di Stato. "Dall'Europa - aggiunge -sono partite per andare a combattere molte persone, anche dall'Italia sebbene in misura più ridotta rispetto a Francia e Gran Bretagna. Era già successo, con numeri assai più ridotti, con l'Iraq e l'Afghanistan. Oggi la Siria è diventato un catalizzatore".

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