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La morte di Loris: la procura indaga per omicidio volontario, spunta l'ipotesi pedofilia

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michele deroma
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E' stato aperto  dalla procura di Ragusa, il fascicolo relativo alla morte di Loris Stival, il bambino di otto anni trovato senza vita in un canale di cemento nella serata di sabato. La procura sta indagando per omicidio volontario e sequestro di persona, come comunicato in conferenza stampa dal procuratore Carmelo Petralia.  I risultati dell'autopsia - Inoltre, l'esame autoptico avrebbe evidenziato la presenza di alcuni graffi, ma non si sa se siano dovuti alla caduta o ai colpi subiti da un'altra persona. Il decesso sarebbe avvenuto nella tarda mattinata: il rigor mortis registrato dai medici del 118 attestava il "fine vita" da diverse ore. Il percorso per arrivare in quel luogo è impervio, e secondo gli inquirenti è impossibile che Loris si sia recato lì da solo, anzi: è decisamente probabile che sia giunto sul posto con qualcuno che conosceva. Lo pensano anche i parenti del bambino: "Era diffidente", dice la sorella nella nonna paterna, "e non si fidava degli estranei, non parlava con chi non conosceva perché era molto introverso ma anche molto ma molto intelligente". L'ipotesi di pedofilia è già stata presa in considerazione dagli inquirenti: come aveva affermato ieri il procuratore Carmelo Petralia, "c'è bisogno di approfondire alcune analisi, prima di poter dire con certezza cosa sia accaduto. Stamattina vedrò il medico legale e gli investigatori per fare il punto sulla situazione". Non è stata confermata, in conferenza stampa, l'ipotesi di violenza sessuale subita dal piccolo Loris. L'interrogatorio di Orazio Fidone - La polizia ha sequestrato l'automobile di Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il cadavere del piccolo Loris. Gli investigatori hanno assicurato che il provvedimento è dovuto al "sequestro dell'intera area del ritrovamento del corpo". Fidone è stato interrogato in questura nella serata di ieri, in qualità di persona informata dei fatti: dopo circa quattro ore di testimonianza, è uscito intorno alle 23, ribadendo la propria assoluta estraneità ai fatti: "Sono sereno, ho chiarito tutto e non sono indagato: ho cercato il bambino in quel posto perché pensavo che fosse una zona dove nessuno sarebbe andato. La mia disponibilità a collaborare alle indagini è massima". Famiglia in silenzio - Nella serata di ieri alcuni organi di stampa hanno pubblicato queste parole, drammatiche, attribuite al padre di Loris: "Perché prendersela con mio figlio? Questa volta lo ammazzo con le mie mani". Gli inquirenti hanno smentito l'esistenza di queste frasi: "Sono assolutamente false, non ha mai parlato dell'omicidio di suo figlio né ha mai detto di sapere chi é stato e di volerlo uccidere". La famiglia non ha parlato, chiusa nel proprio dolore. In attesa di sapere se Loris sia stato davvero ucciso da "un misterioso orco", come già lo definiscono a Ragusa.

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