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Gheddafi a Roma: Italia amica

Proteste: "È un dittatore"
di Silvia Tironisabato 13 giugno 2009
Gheddafi a Roma: Italia amica

3' di lettura

“L'Italiadi oggi non è più l'Italia di ieri. Con l'Italia di oggi c'è pace,collaborazione e amicizia”, e per questo motivo è stato possibile siglarequesto “trattato di amicizia” tra i nostri Paesi. Il leader libico MuammarGheddafi, durante la sua prima visita ufficiale in Italia, si spreca in eloginei confronti del Belpaese: "Non guardiamo al valore materiale degliindennizzi perché per quello che l'Italia coloniale ha commesso contro ilpopolo libico non ci sarebbe alcun controvalore. Ma questo trattato di amiciziaè comunque un segnale che l'Italia condanna il colonialismo, si scusa perquello che è avvenuto, ed è questo che mi ha permesso di poter venire oggi qui.L'Italia” -  ha proseguito il colonnellolibico - "é un paese molto pacifico tra gli Stati del mondo, e condanna ilcolonialismo. Condanniamo entrambi il fascismo e le guerre e le aggressionicontro gli altri". Al termine del colloquio al Quirinale con il presidentedella Repubblica Giorgio Napolitano, Gheddafi ha poi voluto ringraziare “questagenerazione di italiani per aver risolto con estremo coraggio le questioni delpassato. Questo ha portato alla firma dell'accordo di amicizia'' tra Italia eLibia. Si è voltata la pagina del passato e si è aperta una nuova pagina diamicizia''. “Si è chiusauna lunga pagina dolorosa con la Libia'', ha detto il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi a Gheddafi al suoarrivo all'aeroporto militare di Ciampino. E parole positive sono statepronunciate anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha sottolineatocome la visita di Gheddafi possa “contribuire a dare il via a una nuova fase direlazioni fra i due Paesi: Sulle questioni africane ho ascoltato da Gheddafiparole di grande moderazione e responsabilità. Occorre uno sforzo congiuntoItalia-Libia in particolare per la Somalia. L'obiettivodi rendere il Mediterraneo un'area di pace, stabilità e benessere è altrettantocondiviso» ha concluso, facendo esplicito riferimento alla necessità di«riconoscere le ragioni palestinesi e israeliane secondo la formula di duepopoli, due Stati”. Uniforme eocchiali scuri, berretto militare e uno spadino d'ordinanza nella mano, ilcolonnello ha subito attirato l’attenzione su di sé facendo bella mostra di unaprovocatoria fotografia anti-coloniale in bianco e nero appesa al petto sullasua alta uniforme militare. Oltre alle 'amazzoni', la sua guardia personale tuttaal femminile che vigilerà sulla sicurezza del leader per tutta la visita, conil leader libico c’era anche un anziano in abito: si tratta di Mohamed Omar alMuktar, un personaggio famoso in Libia perché discendente dell'eroe che combattègli italiani. L'eroe combattente si chiama Omar al Muktar, soprannominato illeone del deserto, leader della resistenza libica contro gli italiani agliinizi degli anni 30. Visita con polemiche - Gheddafi per la sua prima visitain Italia fa già parlare di sé. Chi per il fatto che è un dittatore, chi per ilfolklore che si respira visto il modo in cui si presenta con tenda beduina etrecento cortigiani. La visita del leader libico scatena molte critiche e giàoggi, mentre Gheddafi visita il Quirinale e il Campidoglio, sono stateorganizzate delle proteste sia da gruppi di intellettuali sia dagli studentidell’Onda. Intanto tra i parlamentari della minoranza sono iniziati i commenti:“Si cerchino - ha detto Giaretta - altre sedi per il dialogo. Non costringetecia manifestare il nostro dissenso per la presenza di un dittatore”. “Iprecedenti in quest'aula - ha ricordato Carloni - sono stati quelli del re JaunCarlos e del segretario dell'Onu Kofi Annan, figure prestigiose noncontestate”. Di “decisione inopportuna” ha parlato Donatella Poretti che giàieri aveva protestato per la scelta di “far parlare un dittatore in un'aula delParlamento”. Per la maggioranza è intervenuto il senatore Giorgio Bornacin(Pdl) che ha parlato di “indignazione a telecomando”. “Perché - ha aggiuntoBornacin rivolgendosi a Pedica - non vi indignate verso la Cina? La vostra è solospeculazione politica”.