Il giallo di Pietracatella s’infittisce. C’è un dettaglio che potrebbe cambiare tutto, mentre l’Italia si interroga sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara. Ora spunta una verità che ribalta almeno una delle certezze iniziali: Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, “è negativo alla ricina”.
La notizia, anticipata nelle scorse settimane - e rilanciata anche da Il Messaggero - trova conferma ufficiosa. Ma la prudenza resta d’obbligo: la relazione del Centro antiveleni di Pavia non è ancora arrivata sul tavolo del medico legale Pia De Luca e la procura, non a caso, tace. Ma filtrano voci su "nuovi sospettati" in un caso sempre più intricato.
Madre e figlia avvelenate, clamoroso: l'avvocato rinuncia alla difesa del marito
Un nuovo clamoroso colpo di scena nel Giallo di Pietracatella, la morte di madre e figlia avvelenate: l'avvocato pen...Silenzio pesante, che alimenta dubbi e sospetti. Già, perché quel veleno — la ricina — nel sangue delle due donne c’era eccome. E allora la domanda resta sospesa: chi lo ha somministrato? E soprattutto, perché? L’ipotesi dell’omicidio volontario è ormai più di una pista. È una convinzione che prende corpo, giorno dopo giorno.
Madre e figlia avvelenate, il sospetto del fratello di Antonella: "Magari era diretto a me"
Al momento le certezze sulla morte di Antonella Di Ielsi e la figlia 15enne Sara sono poche. Le due, è il so...Nel frattempo, gli inquirenti stringono il cerchio. Di Vita sarà interrogato di nuovo. La sua versione “non ha convinto”, così come non convincono quelle della figlia Alice e della cugina Laura. Troppe coincidenze, stessi racconti, stessi dettagli. O forse stessi vuoti. Un copione che, agli occhi degli investigatori, suona stonato. E poi c’è quella sera del 23 dicembre. Alice fuori casa, l’uomo forse altrove, forse proprio dalla cugina.
Madre e figlia, il giallo della ricina: "Confermata la negatività del padre". Cambia tutto?
Nessuna positività alla ricina per Gianni Di Vita. Ora arriva la conferma. Il marito di Antonella Di Ielsi e padr...“Non ricordo cosa abbiamo mangiato”, aveva detto lui. Una frase che oggi pesa come un macigno. Anche perché Antonella e Sara iniziano a stare male poche ore dopo, nella notte tra il 24 e il 25. La pista familiare resta la più battuta, ma non è l’unica. Si guarda anche alla vita professionale della donna, commercialista nello studio del marito. Intanto sono già una quarantina i testimoni ascoltati. In attesa delle autopsie e degli esami istologici, una cosa è certa: non è più solo un dramma. È un caso. E qualcuno, lì dentro, sa più di quanto dice.




