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Violenza continua

Violenza sessuale, l'aggressione sul treno del branco di africani: c'era lo stesso della stazione Garibaldi

10 Agosto 2018

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Violenza sessuale, l'aggressione sul treno del branco di africani: c'era lo stesso della stazione Garibaldi

Il clima di tensione a bordo dei treni regionali in Lombardia si fa ogni giorno sempre più insostenibile. Storie di soprusi, aggressioni e molestie, soprattutto contro le donne, sono ormai all'ordine del giorno, denunciati da tempo da capotreni e controllori. Sono vicende da brividi come quella accaduta a una donna di 33 anni che al Giorno ha raccontato l'incubo vissuto lo scorso 9 novembre sul treno Lecco-Milano Garibaldi, quando ha dovuto fronteggiare un gruppo di molestatori completamente da sola.

In quel branco c'era anche Onyekachi Craxi Kecious, il nigeriano di 31 anni arrestato solo pochi giorni fa per aver tentato di stuprare una ragazza nella stazione di Porta Garibaldi lo scorso 20 luglio. Aggressione poi non riuscita perché la ragazza si è difesa con lo spray al peperoncino. A novembre il nigeriano era già stato denunciato per violenza sessuale, in concorso con un'altra persona.

Quella sera di novembre alle 21.30 la ragazza ha notato sul treno un gruppo di ragazzi africani, si è seduta in un vagone lontano, ma in breve tempo se li è ritrovati accanto: "Uno ha strofinato le sue parti intime sul mio braccio - ha detto la donna - forse proprio Craxi Kecious. Ricordo che tutti mi guardavano e dicevano frasi del tipo 'ha paura, ha paura'. Io sono rimasta seduta e ho telefonato a mio padre. Credevano che chiamassi la polizia e si sono avvicinati ancora di più. A quel punto mi sono alzata e ho iniziato a correre. Un incubo vedere davanti a me solo carrozze deserte. In un vagone ho notato un altro ragazzo straniero, pure lui solo, e gli ho chiesto di potermi sedere vicino a lui. Mi sentivo più tranquilla con un'altra persone".

Il branco è rimasto indietro, il padre della donna intanto ha chiamato i carabinieri: "Il cuore mi batteva all'impazzata. Poi ho incontrato il capotreno. Gli ho segnalato l'accaduto e l'ho esortato a bloccarli. Lui in un primo momento non voleva intervenire, credo per paura, ma io sono rimasta basita e gli ho detto che avrei potuto denunciare anche lui. Poi, arrivati in stazione di Monza, il treno si è fermato e c'erano i carabinieri. Sono intervenuti loro: hanno bloccato il branco solo uno di loro è riuscito a scappare".

Da allora la donna ha provato a cambiare le sue abitudini, evitando per esempio di prendere quel treno di sera, da sola. La beffa è stata però da parte della giustizia, da quel caso la donna ha ricevuto solo la notifica di archiviazione. Prima però dell'ultima vicenda in stazione Garibaldi a Milano: "Mi auguro che il caso non venga chiuso".

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Commenti all'articolo

  • Damm a trà

    Damm a trà

    11 Agosto 2018 - 10:10

    Ma i Saviani con le magliette rosse dove sono ora ? Un consiglio: prendete la maglietta con tanto di gruccia e mettetevela nel .....bip..... orizzontalmente. Occhio al gancio.

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  • Skipper39

    11 Agosto 2018 - 09:09

    sara'il caso di cambiare qualcosa nelle leggi...e in fretta..

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  • charlie23

    11 Agosto 2018 - 07:07

    Poi se qualcuno del personale viaggiante reagisce sbroccando viene accusato di razzismo (vedi la capotreno del Milano-Mantova)

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