Libero logo

Ponte Morandi, l'indiscrezione dalla Procura: "10 o 12 indagati". Il tremendo sospetto: chi rischia grosso

di Giulio Bucchidomenica 26 agosto 2018
1' di lettura

Aria di indagati per il disastro del ponte Morandi. Dopo il blitz della Guardia di Finanza nelle sedi di Autostrade per l'Italia a Genova, Roma e Firenze per acquisire le mail dei dirigenti e i documenti relativi ai controlli dei piloni 9 e 10, la Procura genovese avrebbe già pronta la lista dei possibili avvisi di garanzia: 10, forse 12 persone ritenute dagli inquirenti in qualche modo legate al crollo del viadotto Polcevera che il 14 agosto scorso ha provocato 43 morti. Leggi anche: "Il pilone 10 in avanzato stato di corrosione" Secondo il Fatto quotidiano, oltre al sequestro di pc e telefoni aziendali, erano due i documenti di particolare interesse per la Finanza: la relazione sui lavori di ristrutturazione del pilone 11, compiuti nel 1993, e poi i controlli svolti negli anni sulla struttura. A non convincere chi indaga sarebbe lo scarso peso dato alle relazioni negative sullo stato di salute e di manutenzione del ponte Morandi: chi ha sottovalutato i rischi, chi ha deciso di non chiudere o perlomeno contingentare il traffico. I tecnici che conoscevano le condizioni del ponte potevano esercitare ulteriori pressioni o denunce?