Sono passati sette anni da quel 13 agosto in cui nella villetta di Garlasco, fu trovato il cadavere di Chiara Poggi. E forse, solo adesso, si stabilire se ad ucciderla è stato Alberto Stasi, il suo fidanzato. Dopo gli esami genetici sui reperti ungueali disposti dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano nel nuovo processo di secondo grado a carico di Alberto Stasi sono state travate tracce di cromosoma maschile. I giudici, lo scorso aprile avevano dato tempo ai periti nominati fino al 22 settembre per depositare le conclusioni degli approfondimenti tecnici. Secondo l'agenzia Ansa mentre è rimasto senza esito l’esame per ricavare il dna mitocondriale dal bulbo e dal fusto di un capello corto castano chiaro trovato nel palmo della mano sinistra della ragazza, le prime analisi dei margini ungueali hanno invece dato risultati ritenuti molto significativi e che potrebbero portare a una svolta. La compatibilità - Nei prossimi mesi periti dei giudici e i consulenti di parte dovranno valutare nel contraddittorio se quelle tracce sono leggibili distintamente. E se così fosse, dovranno procedere per il confronto con il cromosoma Y del Dna di Stasi. Potrebbe invece essere chiesto di posticipare, rispetto ai tempi fissati dalla Corte, la consegna dei risultati del cosiddetto esame della camminata con il quale si sta riproducendo, nei limiti del possibile, quella che fece Stasi quando scoprì il cadavere della fidanzata. Esame che ha lo scopo di capire come mai sulle suole delle scarpe indossate quel giorno dall’ex studente bocconiano, e consegnate agli inquirenti la mattina dopo il delitto, non è stata trovata alcuna traccia di sangue.




