Libero logo

Virus, la confessione del poliziotto: "Così mi sono ammalato di tbc"

di Ignazio Stagnodomenica 14 settembre 2014
1' di lettura

"Sono stato contagiato dalla Tbc mentre partecipavo all'operazione Mare Nostrum". La confessione choc di un poliziotto arriva a Virus, il talk show su Rai Due condotto da Nicola Porro. "Con i migranti che giungono nel nostro Paese ho un contatto più che ravvicinato, ho un contatto diretto", racconta l'operatore di polizia, "Un giorno è stato accertato un caso di tubercolosi bacillica che è lo stadio nel quale la persona infetta può contagiare le persone vicine. A seguito di questo siamo stati sottoposti, io e alcuni miei colleghi, a un test Mantoux e nel mio caso è stato accertato il contagio". "Contagio evitabile" - Poi arriva l'amara verità: "Era evitabile adottando dei sistemi di collocazione idonei, ma soprattutto qualora la persona ahimé malata, contagiosa non fosse giunta sul mio posto di lavoro a quasi mille chilometri di distanza", aggiunge l'agente. "La sua sorte non la conosco. Non possiamo impedire che un ammalato arrivi nel nostro Paese o che sbarchi sulle nostre coste, ma nel momento in cui è sulle nostre coste abbiamo il dovere di impedire che l'ammalato possa contagiare altre persone e il dovere di curarlo". Infine il poliziotto parla della cura: "La profilassi che sto facendo ha un periodo minimo di sei mesi. Terminata la chemioprofilassi, l'infezione tubercolare (nell'auspicata ipotesi che sia rimasta nella sua fase latente) è un'infezione permanente. Ovvero il batterio stanzierà nell'organismo per tutta la vita. Quindi io per tutta la vita posso ammalarmi di tubercolosi".