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Sigarette elettroniche, la nuova tassa: rincari del 480%

di Gian Marco Crevatindomenica 13 luglio 2014
1' di lettura

"E' l’ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica". Lo annuncia così, senza mezzi termini, il comunicato che arriva da Anafe-Confindustria, che puntualizza "non si è mai aperto un reale confronto tra le istituzioni e gli operatori e si continua ad assimilare le sigarette elettroniche al tabacco". Nel mirino la bozza del decreto legislativo sul riordino della tassazione fra tabacco ed e-cig: con la nuova tassa, i flaconi arriverebbero a costare addirittura 35 Euro. Un ricarico monstre, che può arrivare anche al 480% per singolo flacone. Vediamo come. Il decreto - Il governo è intenzionato a proporre una tassazione che, come anticipato, non tiene conto delle diversità del settore. "Le sigarette elettroniche non sono il tabacco", ribadisce Massimilaino Mancini di Anafe-Confinudstria, anche se non è in questa direzione che sembra procedere il decreto legislativo sulle accise e imposte al consumo per quel che concerne sigarette normali ed elettroniche. "Con questo metodo", spiega ancora Mancini, "gli impatti economici e sull'occupazione derivanti da questo nuovo regime sarebbero drammatici: se con un'imposta di consumo al 58,5% il prezzo di un flacone da 10 ml sarebbe passato da un prezzo medio al pubblico di 6 euro a circa 21, adesso si arriverebbe addirittura a 35 euro (+480%)".