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Eluana, da domani metà cibo

Nuove indagini sulle volontà
di Francesco Specchiasabato 7 febbraio 2009
Eluana, da domani metà cibo

2' di lettura

Eluana Englaro avrebbe davvero voluto morire? Era davvero suo desiderio che il padre staccasse 'la spina'? La Procura della Repubblica di Udine intende effettuare ulteriori verificare letestimonianze di amici e parenti sulla volontà espressa dalla ragazza. La decisione di nuove indagini è statapresa dalla Procura sulla base dei contenuti di alcuni esposti inviatiin questi giorni a Polizia, Carabinieri e alla Procura stessa. Intanto da domani Eluana avrà la metà del cibo. Inizierà così la progressiva morte della donna in coma da 17 anni per la quale la Corte di Appello di Milano ha autorizzato l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione. La diminuzione di cibo e acqua - ha reso noto il neurologo Carlo Aberto De Fanti, che ha in cura Eluana - comincerà domani mattina nella casa di riposo La Quiete di Udine, dove la donna è ricoverata da martedì Ma intanto il governo è al lavoro per un colpo di scena: ieri sera Silvio Berlusconi hadetto che si «sta lavorando per intervenire» e fermare l'attuazione del decreto dei giudici milanesi. L'ipotesi è quella di un decreto o di un stop amministrativo basato sul convincimento, espresso dal sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, e dall'assessore alla Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, che la Quiete non sia idonea all'attuazione del decreto dei giudici milanesi. Per l'avvocato della famiglia Englaro, Giuseppe Campeis, «un decreto legge che obbligasse a non interrompere l'alimentazione forzata bloccherebbe tutto», mentre un intervento amministrativo forse non sarebbe sufficiente perchè - sempre secondo Campeis - le critiche di Kosic e Roccella sono «inutili e senza senso». Lo stesso Campeis, insieme all'anestesista Amato De Monte, che guida l'equipe sanitaria che deve interrompere alimentazione e idratazione di Eluana, hanno incontrato stamani il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, che, dopo la presentazione di numerosi esposti, ha avviato «opportune indagini» per capire se il protocollo firmato dalla Quiete, dall'Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e dall'associazione «Per Eluana» per l'attuazione del decreto della magistratura milanese è perfettamente legale o meno.