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Vaccino Covid, il mercato nero con i residui delle siringhe usate: ecco cosa c'è nelle fiale clandestine

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La campagna di vaccinazione in Italia è iniziata solo qualche giorno fa, ma comincia a intravedersi già il rischio di un mercato nero, clandestino, per chi intende immunizzarsi senza aspettare il proprio turno. Ecco perché nel Lazio, la prima regione del Paese per somministrazione delle dosi ricevute, sono partiti controlli a sorpresa negli ospedali. Il sospetto, infatti, è che mentre medici e infermieri lavorano per inoculare tante dosi nel minor tempo possibile, qualche collega non proprio onesto possa impadronirsi di qualche goccia avanzata per rivenderla clandestinamente. Si tratta di una grande occasione per fare affari, sia per dottori senza scrupoli che per vere e proprie organizzazioni criminali. Sul dark web, in Italia e non solo, sono già in vendita alcune fiale, che possono arrivare a costare fino a mille euro. Il Ministero della Salute comunque sconsiglia di ricorrere a questa pratica, perché l'accumulo di residui e l'impossibilità di certificare il prodotto rischiano di rendere le fiale inefficaci e soprattutto pericolose per la salute.

 

 

Come spiega il Messaggero, i carabinieri del Nas sono già intervenuti in quattro ospedali di Roma per effettuare dei controlli. “Indagini sacrosante, chi fa giochetti nascosti con le fiale del vaccino Covid danneggia tutti, perché ogni goccia che non va ai pazienti in lista è una goccia sprecata”, ha spiegato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma Antonio Magi. Poco fa, inoltre, il ministero dell’Interno ha avvertito che dietro questo business dei vaccini c’è un rischio molto concreto di infiltrazioni della criminalità organizzata.

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